Spotify citata in giudizio per $1,6 miliardi

06 Gennaio, 2018, 03:59 | Autore: Abelardo Magnotti
  • Spotify nei guai – inizia male il 2018!

Sarebbe il primo grande gruppo a quotarsi attraverso una Dpo, fino ad ora scelta da azienda piccole attive soprattutto nel settore biotech. Ma l'iter è ancora lungo e le priorità dei parlamentari - fra leggi sull'immigrazione, crisi internazionali ed elezioni di metà mandato alle porte - sono ben altre. Spotify ha più di 3 miliardi di dollari di entrate annuali e paga retribuzioni annue scandalose ai suoi dirigenti e milioni al mese per uffici ultra-lussuosi in varie città.

Wixen chiede 1,6 miliardi a Spotify Ma veniamo alle vicende giudiziarie. Dall'altra parte della barricata a lanciare le accuse è l'editore Wixen Music che detiene i diritti d'autore delle canzoni in questione. Quest'ultima arriva come risposta all'accordo pari a 43 milioni di dollari che Spotify ha proposto ad artisti ed editori lo scorso maggio e rappresenta l'ultimo passo nella difficile disputa sui diritti di streaming e sulla divisione dei compensi tra etichette ed editori.

C'è anche "Light my Fire" dei Doors tra le migliaia di canzoni che, secondo una causa depositata il 29 dicembre in un tribunale californiano, Spotify avrebbe offerto in streaming ai suoi utenti senza averne diritto e senza pagare quanto dovuto. Non quelli per poter operare un servizio di distribuzione meccanica, ovvero di streaming musicale online. Con risultati non sempre in linea con le aspettative.

"Caccia al bisonte" nell'anno della quotazione Non è la prima volta che la società di Daniel Ek incappa in richieste risarcitorie da parte di chi fa musica. Così come a luglio sono arrivate le cause di Rob Gaudino e Bluewater Music che sono due editori musicali di Nashville. Che, nel 2018, in ogni caso potrebbe cambiare, se consideriamo che il Congresso dovrebbe legiferare sul Music Modernization Act.

Al momento non c'è una data precisa in cui l'azienda diventerà pubblica, anche se le fonti indicano che ciò avverrà nel primo trimestre del 2018 o, al massimo, nel secondo.