IPhone rallentati, la procura di Parigi apre un'inchiesta contro Apple

09 Gennaio, 2018, 11:57 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Apple sotto inchiesta a Parigi perchè dispositivi “a tempo”

Dopo le polemiche delle ultime settimane sul rallentamento volontario degli iPhone più vecchi da parte di Cupertino, la Francia apre un'indagine al riguardo per "truffa" e "obsolescenza programmata".

Due grandi azionisti Apple si sono detti preoccupati per la presunta dipendenza creata dagli iPhone nei confronti di bambini.

I genitori, secondo i ricercatori, hanno il dovere di poter limitare l'utilizzo di iPhone ed iPad da parte dei propri figli. Ma dovrebbe anche studiare l'impatto di un uso eccessivo degli smartphone sulla salute mentale dei giovani, oltre a mettere in piedi un comitato di esperti. "Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie - scrivono gli investitori -. Per questo è importante affrontare subito la questione". Da una parte è improbabile che un cliente abbia bisogno di sostituire la batteria dell'iPhone per più di una volta nel corso dell'anno, e dall'altra alcune persone potrebbero approfittare di questa agevolazione per farsi sostituire una batteria ora, e un'altra a fine anno pagando in totale 58€ per due interventi. "E' un buon affare e anche la cosa più giusta da fare". Solo nel 2017 ne sono stati venduti di 223 milioni, una bella fetta dell'utile della società guidata da Tim Cook.

La lettera degli investitori Apple aggiunge un altro tassello al fronte critico sulle tecnologie.

Apple ha recentemente riconosciuto di rallentare volontariamente i vecchi modelli di smartphone in relazione al deterioramento della batteria, anche se ha negato di aver fatto qualcosa per accorciare la vita dei suoi dispositivi. "Ciò significa che può essere a rischio la vendita di 16 milioni di iPhone, determinando un calo di circa il 4% rispetto alle nostre stime sui ricavi per il 2018". Anche gli ex manager di Facebook hanno puntato il dito contro l'uso dei social network.