Influenza: ancora in tempo per il vaccino. Picco a metà mese

10 Gennaio, 2018, 22:07 | Autore: Rufina Vignone
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"La 'vera' influenza - continua Pregliasco - si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata (più di 38 gradi) ad esordio brusco, sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola". Sono invece dieci le persone ricoverate in gravi condizioni. Raffrontando il numero dei casi di influenza registrati nell'ultima settimana di dicembre 2017 (12 su 1000) con quelli dello stesso periodo del 2016 (8 su 1000), si evince - spiega Germinario - "che mai in Puglia, nemmeno con la pandemia influenzale del 2009, erano stati registrati tanti casi come quelli di quest'ultimo periodo". Rispetto all'attività ordinaria, negli ospedali umbri c'è stato, in media, un incremento del 15-20 per cento degli accessi complessivi ai Pronto soccorso e di circa il 10 per cento del tasso di ricoveri. Entrambi presentavano gravi patologie e non si erano sottoposti a vaccinazione. È il quadro dell'emergenza in atto tracciato dal presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese.

I dati sono forniti dall'Osservatorio epidemiologico regionale pugliese. "Da Natale - conclude - l'affluenza di pazienti affetti da influenza ha infatti fatto registrare un +30% rispetto agli anni precedenti". Uno dei due, un paziente diabetico, è arrivato in ospedale con una grave insufficienza respiratoria e le analisi hanno confermato la causa dell'influenza di tipo b.

Il numero di casi stimati nella settimana dal 25 al 31 dicembre è pari a circa 673.000, per un totale, dall'inizio della stagione di sorveglianza, di circa 2.168.000 casi. Molti casi fra i bambini. Nell'ultima settimana dell'anno il livello d'incidenza della malattia in Italia ha raggiunto gli 11,11 casi per mille assistiti.

Nell'ultima settimana sono stati colpiti dall'influenza 672mila italiani e il picco è atteso per i prossimi giorni, indicativamente a metà gennaio. L'incidenza più alta si registra nella Provincia autonoma di Trento, e a seguire in Abruzzo, nelle Marche (tutte sopra i 19 casi per mille assistiti) e in Piemonte (18,07).

Sono disponibili anche i primi dati relativi alla campagna vaccinale, anche se non ci sono ancora i numeri definitivi: si parla di una leggera ripresa tra gli anziani over 65, anche se si rimane intorno al 50% di vaccinati, che è ancora troppo basso.