Morto in cella, resuscita sul tavolo dell'autopsia: salvato perché russava

10 Gennaio, 2018, 16:51 | Autore: Menodora Allio
  • Detenuto dichiarato morto si risveglia all'obitorio

Riunchiuso in una sacca mortuaria e successivamente in una cella frigorifera, Gonzalo era decisamente morto.

L'uomo, dipendente di una azienda zootecnica locale, si era recato l'1 gennaio su monte Pagnocco con il suo gregge, ma non aveva fatto ritorno. Si è salvato così Gonzalo Montoya Jimenez, detenuto di 29 anni, dato per morto nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale universitario centrale di Oviedo, nelle Asturie, in Spagna. All'alba questi erano tornati per accertarsi delle condizioni di salute dell'uomo e lo hanno trovato nella sua cella in stato di incoscienza. Tuttavia, ieri mattina, i battiti del polso erano inesistenti.

Trasferito in terapia intensiva in ospedale, il mattino dopo l'uomo è letteralmente resuscitato. Inutili i tentativi di rianimarlo, tanto che al medico del carcere non è rimasto che certificare il decesso "senza circostanze sospette", confermato dopo la constatazione del "rigor mortis" anche da altri due sanitari della commissione giudiziaria.

Come nei peggiori incubi dei film dell'orrore, un detenuto spagnolo si è ritrovato in un obitorio, poco prima che i medici legali eseguissero l'autopsia. "Il battito cardiaco senza dubbio doveva essere rilevato con un endoscopio e, se non è stato possibile, significa che siamo davanti a un caso realmente unico", ha assicurato il medico legale Francisco Echevarria in dichiarazioni a radio Cadena Ser.