Arriva la tassa europea sulla plastica

11 Gennaio, 2018, 21:30 | Autore: Nazario Acquaviva
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Il presidente della Commissione Juncker chiede agli europei di contribuire con qualcosa in più dell'equivalente di un caffè al giorno, come invece farebbero adesso, aumentando il bilancio dall'1 all'1,1-1,2 per cento del pil. La plastica vecchia, i sacchetti di plastica, il materiale di imballaggio vanno in Cina e diventano giocattoli per i nostri bambini. Oettingher prosegue le sue spiegazioni dichiarando che il tutto sarà fatto per l'interesse dei mari, degli animali, dei pesci e dei mammiferi. "Ci sarà una tassa sulla plastica", ha spiegato il commissario, chiarendo però che mancano ancora tutti i dettagli. Di qui la nuova tassa sulla plastica.

Con la Brexit si calcola che il bilancio dell'Ue perderà fra i 12 e i 15 miliardi di euro all'anno.

Ad annunciare la proposta della nuova imposta è stato il commissario responsabile del Bilancio, Guenther Oettingher, secondo cui, servirà a ridurre l'uso e la produzione di plastica. Chi dovrà mettere mano al portafoglio per un mondo più pulito?

Oettinger ha motivato così l'iniziativa: "Gran parte dei rifiuti di imballaggio della plastica vanno a finire nei mercati al di fuori dell'Europa, in Cina".

Bruxelles sta ancora valutando se il balzello andrà a colpire le componenti che si usano per produrla, e se ci saranno esenzioni per prodotti di uso comune come i cartoni del latte.

Si tratta di una 'strategia europea sulle plastiche', nell'ambito della politica per lo sviluppo di un'economia 'circolare' sostenibile e rispettosa dell'ambiente.

"Dal 1° gennaio la Cina ha chiuso il mercato, non prende più plastica da riciclare", mentre in Ue ne "utilizziamo e produciamo troppa", ha detto il commissario, convinto che vada ridotta. Sul punto da Bruxelles il monito è chiaro: "noi utilizziamo e produciamo troppa plastica, che nonostante il riciclaggio finisce nei rifiuti". Torneremo, pertanto, molto presto sull'argomento.