Scontro nella Lega, Maroni contro Salvini: trattato con metodi stalinisti

11 Gennaio, 2018, 21:27 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Scontro nella Lega, Maroni contro Salvini: trattato con metodi stalinisti

E che tra i due storici esponenti della Lega il gelo sia a livello di guardia, è evidente dal clima di sospetti e di veleni che circondano il passo indietro del governatore lombardo. Ma una telefonata mi ha fatto particolarmente piacere: quella di Giorgio Napolitano. "Penso che Gasparri possa essere un ottimo candidato, ma siamo ancora distanti da una decisione definitiva". Una scelta che sta dividendo la politica.

Dal canto suo il governatore uscente della Lombardia Roberto Maroni, in una intervista al Foglio, si dice "dispiaciuto" delle dichiarazioni "sprezzanti e sorprendenti che ho sentito nei miei confronti" da parte "del mio segretario", Matteo Salvini. "E' questo uno dei tanti motivi che mi hanno spinto a ragionare su un futuro diverso, lontano da un modo di fare politica che capisco ma che, le dico la verità, proprio non mi appartiene".

"Maroni ha fatto una scelta personale e va rispettato - ha aggiunto Tosi - La risposta di Salvini alla scelta di Maroni è inaccettabile". "Consiglierei al mio segretario non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin". C'è un patto segreto tra Maroni e Berlusconi per mettere in difficoltà Salvini? "Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l'estremismo è la malattia infantile della politica".

Il segretario del Carroccio, però, non molla e chiede il rispetto degli accordi: la Regione Lombardia alla Lega e il Lazio a Forza Italia, dove il candidato di centrodestra contro Zingaretti dovrebbe essere l'ex missino Gasparri, mentre in Lombardia una parte degli azzurri vorrebbe puntare sulla bresciana Gelmini. Il centrodestra ha in Regione uomini e donne di assoluto valore; io da leghista faccio ovviamente il tifo per Fontana che conosco, è un amico.