Tunisia, terza notte di scontri e disordini

11 Gennaio, 2018, 21:35 | Autore: Menodora Allio
  • Tunisia, terza notte di scontri e disordini

A Tebourba in centinaia hanno preso parte alla sepoltura del manifestante rimasto ucciso nei tafferugli, forse soffocato dai gas lacrimogeni, ma in breve la scena si è trasformata nel lancio di pietre da una parte e di gas lacrimogeni dall'altra.

Nell'ennesima lunga notte di tensione - riferiscono le agenzie - particolarmente problematiche sono risultate le situazioni di Beja, Testour, Sfax, Meknassi, Sidi Bouzid, Ben Arous, Kebili, Nefza (dove è stata data alle fiamme la caserma di polizia e saccheggiato il deposito comunale) e Citè Etthadamen, sobborgo popolare di Tunisi. A Siliana, nel nord-ovest, giovani manifestanti hanno lanciato sassi e bottiglie molotov contro la polizia e hanno cercato di fare irruzione in un tribunale nel centro della città. Al momento, stando a quanto riferito ieri mattina dal portavoce del ministero dell'Interno di Tunisi, il bilancio dell'accaduto, quanto soltanto alla seconda giornata di disordini, è di 206 persone agli arresti (con le accuse di furto, devastazione e saccheggio di beni pubblici), 49 agenti di polizia feriti e 45 mezzi delle forze dell'ordine rimasti danneggiati. Tra questi ci sarebbero anche una trentina di estremisti islamici. Dietro alle proteste violente, secondo Chahed, ci sarebbero anche alcuni appartenenti al Fronte Popolare, raggruppamento di sinistra all'opposizione. Si tratta di una data simbolo, nella quale si festeggia il settimo anniversario della sollevazione popolare che costrinse il presidente deposto Ben Ali alla fuga. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

Primavera araba che per i molti giovani disoccupati della Tunisia non ha portato i miglioramenti promessi, con la moneta nazionale che ha perso di valore rispetto all'euro al punto che se fino a due anni fa ci volevano quasi due dinari per acquistare un euro, oggi ce ne vogliono oltre tre.