Verona, clochard carbonizzato: all'origine uno scherzo di due minori

12 Gennaio, 2018, 14:53 | Autore: Menodora Allio
  • Clochard bruciato, due minori indagati: “Era uno scherzo”

Stranieri rapinano sordomuta, bloccati - Tre cittadini nigeriani di 19, 22 e 25 anni sono stati sottoposti a fermo per rapina aggravata, compiuta nel sottopasso pedonale della stazione di Mestre, ai danni di una donna sordomuta di 43 anni. Si chiama Gino Capo e non riesce a darsi pace: "L'ho detto subito ai carabinieri, non poteva essere stata una sigaretta". I magistrati hanno indagato due minorenni del paese.

Il più piccolo degli indagati, che non è imputabile a causa della sua età, è stato sentito dal magistrato che si occupa dell'inchiesta. C'è quello di un immigrato che si era integrato nella comunnità e aveva perso il lavoro e, con esso, tutto quello che aveva conquistato.

Il tredicenne, sentito dagli investigatori, avrebbe invece raccontato di aver dato fuoco, assieme all'amico, a della carta assorbente per poi lanciarla attraverso il finestrino. "Io ci ho provato ma non so se sia entrato oppure no siamo scappati prima che l'auto prendesse fuoco".

Tutti sono concordi nel ricordare un gruppo di ragazzini che prendeva di mira l'uomo, originario del Marocco ma in Italia dal 1990 quando era arrivato per lavorare come operaio specializzato in una fabbrica della zona prima di essere licenziato per la crisi e finire per strada. Per questo motivo i pm di Verona hanno interessato anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Venezia, dove i ragazzi risultano ora indiziati di reato. Ahmed Fdil aveva alle spalle una famiglia benestante, il nipote abita a Barcellona con ben quattro appartamenti di proprietà dove anche la vittima era stato più volte invitato ad andare a vivere, ma lui preferiva fare il "clochard" più che altro per scelta personale.