Banche salvate, l'Arbitro Consob apre la strada ai clienti risparmiatori

13 Gennaio, 2018, 01:56 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Uno sportello di Banca Etruria

Nell'arco di 12 mesi, a fronte di un totale di 1.879 ricorsi che sono stati presentati, con l'Acf che è competente per le richieste di risarcimento fino a mezzo milione di euro, le richieste di risarcimento hanno sfiorato complessivamente i 100 milioni di euro. Gli intermediari interessati dai ricorsi sono 119, di cui 91 banche.

Per altri 103 ricorsi è stata dichiarata l'estinzione del procedimento su richiesta del ricorrente, prima della conclusione dell'istruttoria, quasi sempre a seguito di un soddisfacente accordo raggiunto nel frattempo con il proprio intermediario.

In sostanza il Collegio ha detto che i clienti della vecchia banca ai quali quest'ultima ha collocato azioni violando le norme, così come potevano avanzare richieste di risarcimento al vecchio istituto, potrebbero farlo nei confronti del nuovo che lo ha acquisito. Diverso anche il caso delle due banche venete acquistate da Intesa Sanpaolo.

Quanto alla procedura di risoluzione che secondo l'intermediario avrebbe puntato a far ricadere in primo luogo su azionisti e obbligazionisti subordinati della Vecchia Banca le conseguenze dell'insolvenza, consentendo al contempo di salvaguardare l'avviamento della banca sottoposta a risoluzione, secondo l'Acf si riferisce "propriamente all'esercizio di diritti patrimoniali e/o amministrativi incorporati nelle azioni e da queste discendenti", intaccati o azzerati dalla risoluzione, ma non si possono "ritenere inglobate in essa anche pretese (risarcitorie o altro) relative a rapporti contrattuali tra cliente ed intermediario per la prestazione di servizi d'investimento (anche ove aventi ad oggetto azioni emesse dallo stesso intermediario)".

Circa il 60% dei ricorrenti si è fatto assistere dinanzi all'Arbitro da un procuratore mentre è stato finora marginale - meno del 5% - il contributo delle associazioni dei consumatori nell'assistenza ai risparmiatori per presentare i ricorsi. Questo, se può forse soddisfare le esigenze di compliance e di tendenziale contenimento del rischio legale, non esaurisce di certo i loro doveri, primo tra tutti quello di servire al meglio l'interesse del cliente.