Berlusconi: "aboliremo Jobs Act". Renzi: "sarà contento il Nordest"

13 Gennaio, 2018, 23:51 | Autore: Menodora Allio
  • Alessandra Benedetti- Corbis via Getty Images

E non solo lui. In sintesi il pensiero di Renzi sul Cavaliere. "Mai larghe intese con Berlusconi", così il segretario dem ha assicurato i suoi elettori, chiedendo di votare il Pd per evitare accordi post voto con altre forze politiche.

Sul piano delle regionali, poi, ci sono novità anche per quanto riguarda la figura di Attilio Fontana: sempre Berlusconi a Radio Capital ha affermato di voler prima vedere come vanno i sondaggi, riservandosi di prendere poi una decisione in merito. "Un milione di posti di lavoro promessi da lui, li abbiamo realizzati noi". Berlusconi ha quindi risposto: "Sì, esatto". Rivendico il tentativo istituzionale di fare riforme insieme. "L'accordo si basava sull'impegno di una trasformazione istituzionale". Per questo, se Fi vincerà le elezioni, lo abolirà. "L'asse franco-tedesco non è più così forte". Nel 2012, c'era la Germania a guidare. Anche Emmanuel Macron, in Francia, nella sua riforma del lavoro, sta prendendo spunto dal Jobs act; e la Germania, patria del sistema di formazione duale, sta studiando il sistema italiano di alternanza scuola-lavoro e l'apprendistato "formativo". "Se il M5s ha scelto di stare dentro l'Europa è un passo in avanti".

La cosa che assicurano entrambi è che non ci sarà un governo Pd-Fi. "A me serve la questione del canone per stanare Silvio Berlusconi e Beppe Grillo su un altro tema - aggiunge il leader del PD - quello dell'evasione fiscale. Se serve ci sono, anche per la campagna elettorale". Ma, in realtà, le letture più accreditate sono state le più maliziose.

Capitolo Jobs Act, Renzi: "Abolirlo?" "Saranno contenti gli imprenditori del Nord-est, il mondo produttivo".

Renzi ha poi rivendicato i successi ottenuti dal suo governo grazie al jobs act, non disdegnando l'ennesima punzecchiatura al leader di Forza Italia: "Il jobs actha dato la spinta alla ripartenza, ma non è sufficiente". Uno scoppiettìo continuo, un susseguirsi senza sosta in cui il gioco è a chi la spara più grossa.

Il contratto introdotto dal d.lgs n.23, invece, si applica soltanto ai nuovi assunti a partire dalla data della sua entrata in vigore (il 7 marzo 2015). Più tardi con una nota la segreteria del presidente di Forza Italia precisa che le paroledi Berlusconi "son state parzialmente fraintese" e che ilpresidente "si è limitato a constatare che il Jobs Act èsostanzialmente fallito, perché non ha indotto le imprese acreare occupazione stabile, ma quasi esclusivamente lavoroprecario".