Cosenza, seconda assemblea di "Potere al popolo"

13 Gennaio, 2018, 23:56 | Autore: Rufina Vignone
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"Continua la marcia per il potere al popolo verso l'appuntamento del 4 marzo!"

"I candidati per le elezioni del 4 marzo stanno venendo scelti in tutta Italia dal basso direttamente dalle assemblee locali, senza vertici o gruppi ristretti che le impongano dall'alto". Il movimento si definisce come l'unica "lista nuova delle prossime elezioni" e spiega di aver indicato un capo politico "solo perché previsto dall'attuale legge elettorale". "Potere al Popolo non ha capi o leader, per noi fare politica è dare voce e forza a una collettività, alle resistenze, ai bisogni che attraversano il Paese. E allora, il nostro capo politico non può che essere un portavoce, anzi una portavoce, delle migliaia di storie del nostro popolo, una di noi, che condivide le nostre condizioni di vita, speranze, progetti". Un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolge partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista, che in questi anni sono stati all'opposizione e non si sono arresi.

"Siamo donne e uomini che combattono e ripudiano tutte le oppressioni economiche, di genere, le guerre, il razzismo, la devastazione dell'ambiente e della vita". Questo pomeriggio, infatti, presso il Cine Teatro Metropolitano, Potere al Popolo ha tenuto la seconda assemblea del 'movimento', per discutere e presentare i possibili candidati alle elezioni del 5 marzo.

Mercoledì 10 gennaio alle 21 nella sede della Pro Loco di S. Maria degli Angeli è convocata l'assemblea pubblica di "Potere al popolo!" del collegio Foligno-Assisi-Bastia Umbra-Gubbio-Gualdo Tadino-Umbertide-Città di Castello, aperta a tutti gli interessati.

Una scommessa difficile ma l'unica possibile, anche per ridare all'Italia un futuro degno di essere vissuto e il ruolo di laboratorio politico e culturale che da tempo sembra aver perso per lo squallore insanabile della sua classe politica e imprenditoriale.