Embraco, l'incontro a Roma riaccende la speranza: la situazione dei lavoratori

13 Gennaio, 2018, 16:45 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia

La procedura di mobilità rischia di cancellare 500 posti.

In una nota l'azienda spiega di voler "procedere alla cessazione della produzione nello stabilimento di Riva prezzo Chieri, mantenendo comunque una presenza in Italia".

In alternativa, l'opzione che si proceda con un piano di risanamento e rilancio industriale del sito in cui Embraco metta delle risorse economiche, ma dove si attivino anche le forze di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa.

Gianna Pentenero commenta soddisfatta i nuovi sviluppi: "E' un segnale importante di apertura alla discussione, per ridare un futuro al sito di Riva di Chieri, alle persone che vi lavorano e alle loro famiglie".

Dopo una ventina di incontri con i vertici aziendali, senza riuscire ad arrivare a un compromesso accettabile, i 2.300 dipendenti dello stabilimento Embraco di Spisska Nova Ves sono entrati da lunedì in allerta sciopero in attesa di vedersi riconosciuto l'accordo salariale per quest'anno e il prossimo.

Nel pomeriggio è atteso a Torino il premier Paolo Gentiloni, e gli operai vorrebbero incontrarlo al Lingotto. "Era già al corrente di quanto era stato detto al Mise - racconta Ugo Bolognesi, di Fiom Cgil - e ha confermato l'intenzione di fare il possibile per bloccare i licenziamenti e prendere tempo".

Sempre domani, alle 14, a Roma, un'altra delegazione di lavoratori e sindacati sarà ricevuta al Ministero dello Sviluppo Economico. "Il Ministro ha proposto alla società di valutare la possibilità di un piano di cassa integrazione straordinaria per crisi che potrebbe consentire l'esplorazione di eventuali alternative che permettano al sito di Riva presso Chieri di mantenere una realtà produttiva. Vorremmo che le istituzioni convincessero l'azienda a tornare indietro" ha aggiunto De Luca.

L'avvio di una procedura di licenziamento collettivo era nell'aria da oltre due mesi, ma non era chiaro fino a che punto si sarebbe spinta l'azienda. "Il governo, da parte sua, ha garantito un percorso di monitoraggio della trattativa in sede ministeriale e fissato una prima riunione di aggiornamento per giovedì 8 febbraio 2018 a Roma".