Omicidio Raciti, semilibertà per ultrà condannato

13 Gennaio, 2018, 18:55 | Autore: Menodora Allio
  • Omicidio Raciti uno dei due condannati in semilibertà. E la vedova è sdegnata

Roma, 13 gen. (askanews) - Daniele Natale Micale, uno dei due ultrà del Catania condannati per la morte dell'ispettore della polizia di Stato Filippo Raciti, è stato posto in stato di semilibertà.

Micale - ricostruisce Il Mattino - nel novembre del 2012, è stato condannato definitivamente a 11 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Accetto la legge, ma non è giusto, il mio calvario continua: "chi è condannato deve scontare tutta la condanna, altrimenti non c'è certezza della pena". La richiesta di convertire la pena detentiva in regime di semilibertà era stata avanzata dai legali di Micale, Eugenio De Luca e Matteo Bonaccorsi, ed è stata accolta dal tribunale per favorire "il graduale reinserimento sociale" e permettere all'uomo di "svolgere attività lavorativa come dipendente" di un supermercato.

Esce la mattina per andare a lavorare e torna in carcere la sera, saranno così, per i prossimi quattro anni, le giornate di Daniele Natale Micale, colpevole dell'omicidio dell'ispettore capo di Polizia Filippo Raciti. Il Tribunale, sposando la tesi degli avvocati, ritiene sussistano i presupposti per la concessione del beneficio, inoltre - sottolineano i giudici - non sembrano sussistere attuali collegamenti di Micale con la criminalità organizzata. Il poliziotto siciliano morì presso lo stadio Massimino di Catania, in occasione del derby fra gli etnei e il Palermo. Micale assieme all'allora minorenne Antonino Speziale. Adesso - si interroga - come farò a dire a mio figlio, che aveva sei anni quando è avvenuta la tragedia, che può incontrare per strada uno delle due persone condannate per la morte di suo padre?

A differenza di Micale, Speziale non godrà di alcun permesso speciale. Il ragazzo, però, è stato condannato a un altro anno di reclusione per avere assistito a un allenamento del Catania nonostante ancora sottoposto a Daspo e nel carcere di Favignana è stato trovato in possesso di un telefonino.