Regionali, Zingaretti ai gazebo lancia lo slogan "La forza del fare"

13 Gennaio, 2018, 21:13 | Autore: Menodora Allio
  • REGIONE – Pietro Grasso non chiude le porte. Il Lazio potrebbe diventare un laboratorio politico per l dopo-Renzi

Il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato venerdì 5 gennaio il decreto per l'indizione dell'elezione del presidente della Regione e del Consiglio regionale del Lazio; la data della consultazione regionale indicata nel testo è il prossimo 4 marzo 2018.

No odio per Gori, ma sue politiche diverse da LeU "In Lombardia - ha aggiunto il presidente del Senato - ci sono stati contatti per tanto tempo in cui si è potuto vedere che non c'erano i presupposti per una coalizione per Giorgio Gori e il cambiamento di un candidato (quello di centrodestra, ndr) non può far cambiare tutto".

"Il voto a Liberi e Uguali è il voto ai valori e ai principi della sinistra", replica Grasso a Renzi che ha sostenuto che il voto al suo partito è un voto perso. E Casu ha parlato anche del progetto del partito a livello nazionale.

Da rilevare che, per evitare danni di immagine al Movimento, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto il rito abbreviato per la vicenda giudiziaria che la vede accusata di falso documentale per la promozione di Renato Marra, fratello del più noto Raffaele, il funzionario comunale suo ex braccio destro. "Nelle prossime ore vedremo se queste condizioni ci sono". Presenti il candidato governatore Nicola Zingaretti e il demiurgo della civica: Massimiliano Smeriglio. E poi aggiunge: "Non abbiamo fiducia nelle promesse e nelle azioni del Pd". "È un modo di fare campagna elettorale che non condivido" come "non condivido sfruttare moralmente il fatto che ci siano dei lavoratori del Pd in cassa integrazione: tutto questo dimostra che l'amministrazione non è stata perfetta, la responsabilità della situazione di questi lavoratori non può cadere sulla testa di altri". "La decisione di Leu è il più grande regalo a Salvini e Berlusconi". Insomma, l'accordo su Zingaretti non viene affatto dato per scontato dal Pd, nè che prevalga la linea di Mdp: i bersaniani sono per l'intesa sia nel Lazio che (pure con molte perplessità) in Lombardia, Sinistra Italiana per andare da soli in entrambi i casi.