Lombardia, Gori: critiche Leu a mio slogan sembrano pretesto

14 Gennaio, 2018, 06:33 | Autore: Rufina Vignone
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Un no netto a Gori, ma un possibile sì a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. Non accetteremo mai la subalternità rispetto ad altre forze politiche - ha detto Rosati - Noi oggi decidiamo con chiarezza e in modo esplicito di prendere un'altra strada, in coerenza con i nostri valori e i nostri principi. Hanno lanciato un chiaro appello per l'unità della sinistra alle prossime Regionali. Ci sono due motivi alla base della decisione. Ho sentito via via ragioni diverse: prima la candidatura non era condivisa; poi c'era il fatto che Renzi forse si presentava in Lombardia; adesso sarebbe colpa dello slogan.

A rispondere a quei messaggi è Pier Luigi Bersani.

"Proviamo a trovare un'intesa in Lazio e Lombardia".

L'ex ministro però mette le mani avanti: "No ad un'ammucchiata solo per battere il centrodestra". Ma un nemico contro cui il Pd lotta è anche l'idea che nessuno possa vincere e si vada verso le larghe intese (magari con Gentiloni premier): "In gioco c'è il futuro".

La riunione di Liberi e uguali in Lombardia ha deciso di non sostenere Giorgio Gori e correre da soli. Serve una proposta chiara di sinistra di governo, alternativa alla destra.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Bersani c'è il governatore della Toscana Enrico Rossi.

Una timida apertura sembra arrivare anche dall'ala più massimalista: "Si vince sulla discontinuità e non sul frontismo" dichiara Paolo Cento, responsabile Enti Locali di Sinistra Italiana.

Nel Lazio toccherà a Piero Grasso, sulla base di alcune forti ma più che ragionevoli richieste programmatiche (su Sanità, Lavoro e Welfare) e politiche (evitare contaminazioni a destra), cercare di portare a termine una trattativa serrata. Nello stesso tempo, infatti, la chiusura su Giri in Lombardia è totale.

"Siamo dalla parte giusta quando fuori da questa sala diremo che LeU presenta la sua proposta per le elezioni regionali", ha affermato Laforgia.