Oxfam conferma: l'82% della ricchezza in mano all'1%

22 Gennaio, 2018, 18:21 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Paradosso: aumentano i super ricchi e la sinistra sta sparendo

È quanto emerge dall'ultimo rapporto della ong britannica Oxfam, una confederazione internazionale di organizzazioni senza scopo di lucro che si dedicano alla riduzione della povertà su scala globale.

Secondo il rapporto di Oxfam, 3,7 miliardi di persone, pari al 50% della popolazione mondiale, non hanno ottenuto il minimo profitto dalla crescita globale lo scorso anno, mentre l'1% più ricco ha intascato 82%.

Davos si prepara ad accogliere il World Economic Forum, il meeting internazionale che vede come da tradizione riuniti i leader del business mondiale con l'obiettivo di disegnare l'agenda globale e regionale dell'economia del prossimo anno. "Ogni due giorni qualcuno nel mondo diventa miliardario, ma questo non è sintomo di un'economia fiorente se a pagarne il prezzo sono le fasce più povere e vulnerabili dell'umanità", ha commentato la presidente di Oxfam Italia, Maurizia Iachino. A metà del 2017, nel nostro paese, l'1% più ricco possedeva il 21,5% della ricchezza nazionale netta.

Un dossier che per il quarto anno, restituisce la fotografia di un mondo in cui le crescenti disuguaglianze socio-economiche stanno divenendo sempre di più il tema centrale del nostro tempo. Oxfam rileva anche, esattamente come l'Onu, un pesante e pericoloso divario retributivo di genere tra uomini e donne: le rappresentanti femminili guadagnano all'incirca il 23% in meno degli uomini e anche tra i ricchi, ben 9 miliardari su 10 risultano essere uomini. Delle operaie delle fabbriche di vestiti, in Vietnam, che lavorano così lontano dalle loro case per guadagnare un salario così magro che non possono vedere i loro bambini per mesi. Egli sottolinea che "un gruppo minuscolo di individui incredibilmente ricchi può esercitare un controllo spropositato sulla vita economica e politica della comunità globale". Delle operaie dell'industria avicola degli Stati Uniti che sono obbligate a portarsi la carta igienica per poter andare nelle toilettes.

Le disuguaglianze aumentano perché il lavoro non paga. "Delle impiegate negli alberghi in Canada e nella Repubblica Dominicana che tacciono sulle molestie sessuali di cui vengono fatte oggetto per timore di perdere il loro posto di lavoro".

Le donne lavoratrici sono le più sfruttate.

La disuguaglianza preoccupa anche in Italia. Nel 2016, ultimi dati disponibili, l'Italia occupava la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile.

Se il rapporto dedica solo pochi trafiletti all'Italia, in realtà parla di noi e delle elezioni del 4 marzo alle quali siamo chiamati a votare e dove probabilmente i cittadini arrabbiati per l'ineguaglianza e l'ingiustizia voteranno in gran parte per forze politiche che - s addirittura dicendolo o semplicemente nascondendolo dietro promesse irrealizzabili - quella disuguaglianza e quella ingiustizia vogliono perpetuarla, come prima e più di prima, magari usando l'arma di distrazione di massa degli immigrati.