Politiche, Gentiloni: "Mi candido a Roma"

22 Gennaio, 2018, 00:43 | Autore: Menodora Allio
  • Il premier Paolo Gentiloni con il segretario Pd Matteo Renzi

"Il Pd e la coalizione di centrosinistra hanno le carte in regola per vincerle entrambe, basandosi sui risultati dei governi a guida Pd e sull'ambizione del nostro programma". "Alla grande bellezza sono associati, come ovunque nella Capitale, diversi problemi", si legge ancora nel messaggio dell'attuale presidente del Consiglio, che fa riferimento alle difficoltà della giunta Raggi nella Capitale. La sofferenza e il disagio. Lo ha annunciato il premier con un post su Facebook nel quale conferma che la colazione del centrosinistra sarà "a quattro": insieme al Pd ci saranno i Civici Popolari di Beatrice Lorenzin, Insieme (Verdi+Socialisti) e la lista +Europa di Emma Bonino. "E bisogna investire sul ruolo di Roma grande capitale universale, metropoli che lavora e che merita di essere motore di modernità e innovazione". Il Collegio Roma 1 non è considerato un Collegio 'sicuro'.

"La mia sara' naturalmente una campagna elettorale particolare - ha detto il premier - ma lo farò senza sottrarre nulla agli impegni di Governo che restano fondamentali anche in queste settimane".

Il Movimento Cinque stelle "è una forza che se anche avesse i risultati significativi che gli vengono attribuiti da sondaggi non so quanto generosi, non avrebbe i numeri per governare" ha spiegato poi Gentiloni, affermando che la prospettiva di un governo Di Maio sarebbe considerata irrealizzabile anche fuori dall'Italia dove nessuno dei suoi interlocutori di questi mesi avrebbe preso sul serio questa possibilità. "Di sicuro però è la parte della città in cui abito da una vita e dove (momentaneamente) lavoro. Conto sulla comprensione degli elettori per il fatto che non mi sarà possibile essere presente ovunque e in tutte le occasioni".

"La sovranità che possiamo esercitare nell'interesse dei cittadini italiani è quella che condividiamo in Europa".

Nel corso di un incontro con la stampa, Emma Bonino, leader di +Europa ha motivato così la sua scelta: "Il Pd al governo con Gentiloni e grazie a ministri come Padoan e Calenda ha tenuto la barra delle riforme e dei conti pubblici dritta sulla rotta di Bruxelles, per questo abbiamo scelto l'apparentamento con il Pd. No, quindi, a referendum fasulli per uscire dalla moneta unica o doppie monete". "Siamo riformatori e non distruttori e ci impegniamo per più diritti, più crescita, più commercio internazionale, più diritto internazionale e più cooperazione".