Anche un po' di Cecina nel film su De André

23 Gennaio, 2018, 12:14 | Autore: Cleonico Iarussi
  • La locandina del film

Fabrizio De André. Principe libero è un film che riesce a condurre lo spettatore a scoprire soprattutto le dinamiche familiari e sociali che hanno scandito la vita di Faber, dal conflittuale rapporto con il padre alle due importanti relazioni amorose, dalla genuina sensibilità nei confronti del figlio Cristiano al sincero senso di rispetto che circonda le sue più intime amicizie.

Il titolo prende spunto da una citazione del pirata britannico Samuel Bellamy iscritta nelle note di copertina di uno dei dischi più belli di Fabrizio De André, "Le nuvole": "Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare".

A indossare i panni del cantautore è Luca Marinelli, classe 1984.

La sua vita è stata una costante lotta per affermare la propria libertà sempre e comunque, in modo ostinato e contrario, in ogni circostanza, sempre in precario equilibrio tra tormento ed estati, processo creativo e conflitto personale, il tutto scandito dagli incontri cruciali della sua esistenza: l'amico Paolo Villaggio, il tormentato cantautore Luigi Tenco, il poeta Riccardo Mannerini, la prima moglie Puny, l'amore della vita Dori Ghezzi. Il film è così un viaggio temporale nell'uomo e nell'artista Fabrizio De Andrè che si concentra, però a differenza di altre opere biografiche, solo su un determinato periodo della sua vita: dagli esordi fino a giungere a metà degli anni'70 con il rapito in Sardegna.

"Abbiamo cercato di raccontare circa quarant'anni della vita di Fabrizio De André - ha raccontato il regista - A parte la consapevolezza di affrontare un gigante, il tema vero era stabilire cosa ci interessasse raccontare di lui". Sicuramente la presenza di Dori Ghezzi, durante la lavorazione, e del supporto di molte persone che hanno conosciuto Fabrizio in vita ha giovato nel restituire tutta l'umanità insieme profonda e leggera di Faber e della sua Genova. "Luca non interpreta Fabrizio, lo rappresenta".

I puristi e patiti di Faber storceranno il naso - come hanno già fatto vedendo soltanto i pochi minuti del trailer - per qualche lieve inflessione romanesca di Marinelli e per la selezione di eventi e di personaggi messi in scena. Principe libero, invece, l'augurio di riuscire ad avvicinare a quell'immenso universo poetico - e umano - la grande platea televisiva, giovani e giovanissimi compresi, come compete alla missione ultima del servizio pubblico.