Bassetti, credevo sepolti discorsi razza

23 Gennaio, 2018, 07:27 | Autore: Menodora Allio
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Forte la presa di posizione sul razzismo e la xenofobia, invitando a "reagire ad una cultura della paura che, seppur in taluni casi comprensibile, non può mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente. Non è chiudendo che si migliora la situazione del Paese", ha detto infatti monsignor Bassetti, parlando dei migranti.

E' un monito duro alla politica, di tutti gli schieramenti, quello del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, nella sua prolusione al consiglio permanente della Cei. "Tuttavia, ha aggiunto che il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte". Lo fa con la fermezza e il rispetto che gli sono caratteristici, ma intanto lanciando una formidabile provocazione a chi pare continuamente cambiare discorso: la realtà infatti seguita a parlare a tutti con il suo linguaggio onesto e semplice, che attende solo di essere nuovamente inteso, ripulendo il campo da schemi ideologici - populismi inclusi - che hanno la pretesa di costringere quella stessa realtà dentro uno stampo angusto, a scadenza programmata. "L'antisemitismo è inammissibile e noi siamo spiritualmente semiti", aggiunge il Cardinale, citando Pio XI.

Tornando al tema delle migrazioni internazionali, che definisce "complesso e cruciale", Bassetti lamenta che "la discussione pubblica è troppo spesso influenzata da equivoci, incomprensioni e contese politiche". "Ogni cristiano è chiamato ad andare verso di loro con un atteggiamento di comprensione e compassione" perché siamo "un'unica famiglia umana".

"La Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico - spiega Bassetti - Come ha detto Papa Francesco 'dialogare non è negoziare'". E poi verso i politici, invitati ad una campagna elettorale all'insegna della sobrietà "nelle parole e nei comportamenti"."La campagna elettorale sta rendendo serrato il dibattito, ma non si può comunque scordare quanto rimanga immorale lanciare promesse che già si sa di non riuscire a mantenere". Infine, l'invito di Bassetti agli elettori: "Abbandonare sfiducia e disaffezione per partecipare alle urne con senso di responsabilità". Per questo spiega: "Lavorare meglio, lavorare tutti: deve essere questo l'obiettivo del Paese". Tre gli imperativi per il presidente della Cei: "Ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società. Tre verbi, tre azioni pastorali, tre sfide concrete per il futuro" perché "il nostro Paese sembra segnato da un clima di 'rancore sociale', alimentato da una complessa congiuntura economica, da una diffusa precarietà lavorativa e dall'emergere di paure collettive".