Col "Rosatellum" in archivio preferenze e voto disgiunto

01 Febbraio, 2018, 09:27 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Elezioni politiche 2018. Le liste complete dei candidati

Una breve guida al Rosatellum. Il prossimo 04 marzo, infatti, i cittadini italiani maggiorenni saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento.

La prima cosa da sapere è che la legge elettorale in vigore non ammette il voto disgiunto.

Di fatto è un via libera alla nuova legge elettorale.

Il Rosatellum - che prende il nome dal suo ideatore, il capogruppo del PD alla Camera Ettore Rosato - si configura come un sistema elettorale misto: proporzionale e maggioritario.

Occorre ricordare che nonostante il sistema di attribuzione del voto sia misto (uninominale/proporzionale) la scheda per il voto è unica, per cui l'elettore che si recherà al seggio riceverà due schede: una per la Camera dei Deputati ed una per il Senato della Repubblica (dai 25 anni di età in poi). Sono le singole liste dei candidati dei partiti che formano la coalizione, che a sua volta sostiene il candidato di cui sopra; i nomi sotto al simbolo sono i nomi dei candidati di quel partito nel collegio proporzionale. Lo scrutinio si svolgerà subito dopo la chiusura dei seggi e la precedenza verrà data alle schede del Senato.

In pratica circa 1/3 dei seggi sia per la Camera che per il Senato sarà assegnato nei collegi uninominali e i restanti 2/3 saranno attribuiti proporzionalmente. In caso di elezione in più collegi si viene eletti prima nel collegio uninominale, in second'ordine nel collegio proporzionale dove la lista ha ottenuto la percentuale minore di voti. Il blocco sarà doppio: oltre a quello interno a ciascun listino in cui compaiono i candidati nel collegio plurinominale (da eleggere con sistema proporzionale) esiste quello tra questi ultimi e il candidato nel collegio uninominale (da eleggere con il sistema maggioritario: chi prende un voto in più ottiene il seggio).

- Si riceve una sola scheda per la Camera e una sola scheda per il Senato. Questa sarà suddivisa per aree che corrispondono essenzialmente al partito o alla coalizione. È probabile che all'interno di questo colleggio non ci sia un candidato del partito di riferimento dell'elettore, ma uno partorito dalle scelte dettate dagli equilibri della coalizione. Una volta scelto un candidato uninominale, è possibile scegliere solo e soltanto una delle liste che lo appoggiano.

Nella scheda è recato il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o coalizione di liste per il collegio plurinominale. Una possibilità che, per esempio, è ammessa nelle elezioni comunali: si può votare un candidato sindaco e poi dare la preferenza al partito del cuore, che può non essere fra quelli che sostengono il candidato sindaco. Se si sceglie una lista in un'altra coalizione, la scheda viene annullata.

Si possono fare al massimo due segni sulla scheda: si può barrare il nome del candidato al collegio uninominale che preferiamo e poi scegliere una delle liste che lo appoggiano.

Indicando invece solo il partito - nella parte proporzionale - il voto verrà assorbito anche dal candidato appoggiato da quel partito nel collegio uninominale.

La scheda - nella foto c'è il fac-simile relativo alla Camera che circola in questi giorni e che non riproduce ancora l'aspetto definitivo - è composta da due sezioni differenti. Il candidato che si impone in un collegio uninominale, conserva il seggio anche se il partito a cui appartiene è fuori dalla ripartizione elettorale. Si potrà votare con un segno su una lista (che vale anche per il candidato corrispondente); con un segno sul nome di un candidato nell'uninominale. Attenzione: deve essere parte della stessa coalizione, altrimenti il vostro voto sarà annullato (l'abbiamo già detto?).

La soglia per le coalizione invece è del 10 per cento dei voti, a patto che una delle liste che la compongono raggiunga il 3 per cento a livello nazionale. I singoli partiti, comunque, anche se coalizzati, devono superare una soglia di sbarramento del 3% a livello nazionale, al di sotto della quale non si ha diritto a partecipare al riparto proporzionale.