Ecco la catena WhatsApp dell'aumento in bolletta: bufala a metà

23 Febbraio, 2018, 13:09 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Ecco la catena WhatsApp dell'aumento in bolletta: bufala a metà

Forse siete rimasti vittime anche voi di una nuova fake news che sta girando in rete e sui vostri cellulari.

E' caos per la questione delle morosità sulle bollette elettriche che si vorrebbero spalmare sugli utenti in regola, quelli che pagano sempre in tempo senza lasciare in giro 'pendenze'. Io non le pago (ho già tolto la domiciliazione bancaria e pagherò la somma CHE MI SPETTA con un bollettino postale scritto a mano con l'importo decurtato della cifra che non mi spetta come da contratto) MA FUNZIONERÀ SOLO SE LO FAREMO IN TANTI. mi sembra il caso di collaborare con chi sta organizzato questa civile e giusta protesta...

Cosa sono gli oneri di sistema?

Sopra abbiamo esposto i motivi ufficiali dell'aumento in bolletta elettrica che purtroppo bufala non è, ma nel video che circola ora su WhatsApp con la Gabanelli si evidenziano invece le vere ragioni della maggiore spesa che risiedono tutte in un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 21 dicembre 2017. Puntualizzando che il rientro di tale disavanzo, prevede una tranche iniziale corrispondente a 200 milioni di arretrati (da chiarire che il surplus da pagare sulle singole bollette è ancora da quantificare e non è vero che ammonta a 35 euro come detto in un primo momento), già sui social, solito gigantesco megafono degli umori della gente comune, i commenti appaiono a dir poco feroci: tutti concordano nel considerare ingiusto un provvedimento che rischia di azzerare definitivamente la fiducia del popolo italiano nei confronti dello Stato, visto come impotente nei confronti di chi meriterebbe di essere punito e forte a discapito dei cittadini meritevoli semmai di essere premiati. Questo messaggio invita i consumatori a non pagare la bolletta in attesa di alcune decisioni del Tar.

Ma Pili parla anche di totale violazione del principio costituzionale di equità, considerato che quello che si vorrebbe portare a compimento imporrebbe la ripetizione di una tassa in capo ad uno stesso soggetto.

Secondo quanto riporta l'ultimo rapporto ARERA relativo al 2018, dal 1 gennaio i costi della luce sono aumentati del +5,3% a causa di nove fattori concomitanti, tra cui la ripresa dei consumi, ma non certo perché gli utenti pagano le bollette dei morosi.