Elezioni: Corrado (M5S), modello Milano? Pd regge solo in centro città

10 Marzo, 2018, 21:55 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Elezioni: Corrado (M5S), modello Milano? Pd regge solo in centro città

Il popolo italiano ha dato inequivocabilmente fiducia (oltre il 50% dei consensi) a 2 forze politiche ed ha confinato ad una ridotta di poco più del 20% il centro sinistra nel suo complesso definendo di fatto a chi spetta la responsabilità di assicurare un Governo al Paese e a chi il dovere di farsi da parte assicurando al sistema democratico una costruttiva opposizione nel nuovo Parlamento.

Ora però le lotte intestine al PD fra i duri e puri che non vogliono allearsi con i penta stellati e chi invece spera ancora nella poltrona continuano.

"La dialettica c'è ed è tra chi ritiene che gli organismi debbano essere un luogo di ratifica delle decisioni annunciate da un leader eletto alle primarie e chi, come me, pensa che possano essere il momento di un confronto che consenta di definire insieme una linea e una proposta politica". Possibile. Ma fra poco sarà ora di giocare le carte sul tavolo. Matteo è stato paragonato a Craxi che - come noto - diventò il capo del Psi il 16 luglio 1976 con il colpo di mano dei quarantenni al Midas.

Il senso di questo intervento è proprio questo: cercare di spiegare cosa passa per la testa di un iscritto del PD in questa fase e perché non approverebbe di appoggiare un governo a guida centrodestra o M5S, arrivando addirittura in molti casi a minacciare di abbandonare il partito. "Ripartiamo da qui - è la chiosa - ad occuparci delle istanze e necessità di tutti, ben consapevoli che occorre un grande lavoro per ricucire il rapporto con il nostro elettorato, le fasce più deboli e impaurite della popolazione, e sottrarlo alle soluzioni facili e menzognere delle forze politiche che parlano alla pancia e spingono sull'odio". Si potrebbe ribattere chiedendo i dati della mobilità Erasmus (che consideri gli studenti meridionali fuorisede). Rispetto al 2013 il 57,7% ha scelto di dare fiducia al M5s ancora una volta, mentre il 19,5% non si era presentato alle urne. Bene, allora che governino loro e vediamo cosa sanno fare.

Lunedì si terrà la direzione, c'è aria di resa dei conti?

C'è poi un'altra possibilità, quella dell'intesa tra M5S e Lega, che al momento non viene ufficialmente presa in considerazione da nessuno dei due partiti.

Io non sono uno di quelli che, se sconfitti, abbandonano la politica. Lo scienziato sociale dell'università di Trento Giuseppe Veltri ha quindi ragione ad affermare che "la spiegazione di voto dovuto ad una società non pensante (unthinking society) non mi ha mai convinto. esiste un disagio diffuso che non veniva ascoltato".

Un punto chiave di queste elezioni politiche che al PD non dovrà sfuggire, peraltro, è che il partito non è stato giudicato sulla base di intenzioni, programmi e progetti futuri bensì sul proprio operato, su ciò che ha o non ha fatto, e in base al risultato elettorale il messaggio che ne emerge è molto chiaro: fatevi da parte, in base al nostro giudizio non avete fatto quanto ci aspettavamo e quindi adesso tocca ad altri. No per dignità politica, e non solo. La nostra responsabilità adesso è questa.