Curava tumore con naturopatia: era affetta da cancro al seno

14 Marzo, 2018, 21:27 | Autore: Rufina Vignone
  • Curava tumore con naturopatia: era affetta da cancro al seno

Ci affidiamo ad un estratto di Wikipedia, rimandandovi alla definizione completa di Naturopatia: "La medicina naturopatica è un insieme di pratiche di medicina alternativa, i cui fondamenti teorici furono raccolti da principi salutistici di diversa provenienza".

Il Naturopata è l'operatore in Discipline Bio-naturali che attraverso molteplici tecniche naturali favorisce il mantenimento dello stato di benessere della persona, in base alle sue caratteristiche costituzionali.

Si è affidata alle cure "alternative" di un naturopata, una sorta di guru nel suo campo, per combattere un cancro al seno, ma si è ritrovata pelle e ossa nelle stanze di un pronto soccorso, a un passo dalla morte (che poi è arrivata), ma non per colpa della malattia.

La donna subito dopo aver scoperto di avere un cancro, ha deciso di farsi curare dai consigli di un naturopata, che lei stessa conosceva da molti anni.

La donna era affetta da tumore al seno. Protagonista della vicenda denunciata dall'oncolgo del Cro di Aviano, Massimiliano Beretta, è una donna di 47 anni, siciliana, morta un anno fa. Una scelta totalmente sbagliata che l'ha portata a fidarsi di una specie di guru anche molto noto.

Nell'email inviata dalla donna al medico dell'Istituto Tumori friulano per presentare il proprio caso si legge che questo personaggio praticava radioanestesia, fiori di Bach e metodo Hamer e ha ridotto la paziente in fin di vita: dolorante, con problemi respiratori e debilitata, è precipitata da 42 chili a meno di 30 in qualche settimana. "Mentre lei credeva di sottoporsi a una terapia efficace, la malattia avanzava in modo ancor più aggressivo - ha spiegato Beretta a TgCom24 - perché non incontrava l'ostacolo della chemioterapia e soprattutto si diffondeva in un organismo ormai privo di difese". Le parole di quella donna mi risuonano ancora nella testa e di questo caso parlo spesso durante i convegni, perché e non si discute mai abbastanza dei trattamenti non convenzionali che non sono per forza di cose dannosi, ma devono essere valutati sempre da un medico. Berretta aggiunge che "l'aloe può compromettere l'attività terapeutica di ciascuna sostanza, con il risultato di una riduzione o talvolta di un potenziamento del suo effetto che nei casi più gravi può giungere sino all'intossicazione". Un problema dalle dimensioni notevoli: un paziente oncologico su due che nell'arco del proprio percorso terapeutico fa ricorso a terapie non convenzionali.