Hitler contro Picasso e gli altri: recensione del film Nexo Digital

14 Marzo, 2018, 09:34 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Hitler contro Picasso e gli altri: recensione del film Nexo Digital

Diretto da Claudio Poli su soggetto di Didi Gnocchi e sceneggiatura di Sabina Fedeli e Arianna Marelli, con musiche di Remo Anzovino, il film è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte Hd.

La discesa agli inferi è costellata di numerose tappe, con continui salti temporali tra passato e presente che danno movimento alla pellicola, così come ci si sposta nello spazio, dalla Francia dei musei presi di mira dai nazisti a New York, diventata centro mondiale dell'arte moderna per aver accolto i galleristi ebrei in fuga dall'Europa delle leggi razziali, passando per la Germania che era diventata il centro di raccolta delle opere confiscate.

Un appuntamento con un pezzo di storia oscuro ma da non dimenticare ed anzi approfondire. La struttura è quella classica del documentario, ma con la voce narrante di Toni Servillo, vincitore del premio Oscar per il film "La Grande Bellezza".

Hitler contro Picasso Cinematographe
James Ensor – Maschere di fronte alla morte 1888

All'interno di Hitler contro Picasso e gli altri.

Questo accadde 80 anni fa, quando il regime nazista bandì la cosiddetta "arte degenerata" e organizzò a Monaco un'esposizione per condannarla e deriderla, allestendo al tempo stesso una mostra per esaltare la "pura arte ariana".

A ottant'anni di distanza da quella doppia mostra, nel 2017, quattro città europee decidono di esporre le opere finora ritrovate: "Gli allestimenti di Parigi, Berna, Bonn e Deventer ci hanno spinto a decidere di realizzare un film su questa parte di Storia non ancora conosciuta". Anche Goering, compulsivo collezionista compilò una lista di opere che avrebbero dovuto comparire nella sua proprietà non lontano da Berlino, a Carinhall. Le più belle e importanti collezioni della storia contemporanea sono infatti passate per le mani di Adolf Hitler e del suo secondo Hermann Göring che divennero negli anni della Seconda guerra mondiale due acquirenti senza scrupoli. Sono soprattutto le opere dell'artista spagnolo e di Matisse a trovare spazio nella galleria. "È uno strumento di guerra offensivo e difensivo contro il nemico". E Picasso è stato forse l'unico a comprendere le paure di Hitler, a comprendere che la dichiarazione di guerra del Führer all'arte degenerata era una questione politica, perché l'arte non è mai indifferente.