MIPAAF: da oggi scatta obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione

05 Aprile, 2018, 17:01 | Autore: Nazario Acquaviva
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In caso di mancata indicazione, per le aziende sono previste sanzioni da 2mila a 15mila euro. Per effetto di una crescita ininterrotta nei consumi la Cina è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano piu' vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi. Scatta infatti l'obbligo di indicare nell'etichetta la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento degli alimenti. "Proprio per capire le potenzialità e i rischi del mercato asiatico, nei mesi scorsi abbiamo organizzato per i nostri associati un incontro con un avvocato italiano stabilito in Cina dal 2006, esperto di legislazione alimentare cinese, societaria, contrattualistica e di proprietà intellettuale, autore di diverse pubblicazioni in tema di normativa e diritto alimentare in Cina, un quadro che alla luce delle recenti schermaglie commerciali tra le due superpotenze deve essere rivalutato e potrebbe rappresentare un'opportunità in particolare per i prodotti agroalimentari italiani".

Coldiretti ha commentato: "Una norma per consentire di verificare se un alimento è stato prodotto o confezionato in Italia sostenuta dai consumatori che per l'84% ritengono fondamentale conoscere, oltre all'origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione". "I consumatori già apprezzano e premiano questo approccio che guarda alla sostenibilità e alla salubrità".

Un provvedimento che però non tutela del tutto i consumatori, si attende ora un ulteriore passo nella trasparenza con l'introduzione dell'obbligo di indicazione in etichetta anche dell'origine degli ingredienti, che secondo la Coldiretti è un elemento determinate per le scelte di acquisto dal 96% dei consumatori. In tal senso, il presidente di Codacons Carlo Rienzi afferma che "ai consumatori una simile misura servirà a poco o nulla".

In caso di mancato rispetto dell'obbligo, l'operatore che non indicherà in etichetta lo stabilimento di produzione o di confezionamento sarà sottoposto a una sanzione amministrativa pecuniaria che varia da 2.000 euro a 15.000 euro.

Con il nuovo sistema, esauriti i vecchi lotti di alimenti, si dà il via ad una vera e propria operazione trasparenza che coinvolge anche i prodotti che qualificano anche la Dieta Mediterranea come olio, pelati e conserve di pomodoro, pasta e riso.

Per fermare il falso made in Italy, proteggere la salute, tutelare l'economia e bloccare le speculazioni, la Coldiretti e Fondazione Campagna Amica hanno avviato una mobilitazione popolare dal titolo #stopcibofalso nei confronti dell'Unione Europea.