Altro che buche, a Roma frana tutto

08 Aprile, 2018, 07:09 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Cosa sappiamo delle buche di Roma e perché si formano?

Negli ultimi otto anni il numero delle voragini è aumentato in maniera esponenziale, passando da una media di 16 voragini all'anno registrata dal 1998 al 2008 fino a quella attuale di 90, con un massimo di 104 registrato nel 2013. "I problemi di Roma sono problemi cronici e strutturali che non si affrontano inseguendo le emergenze, ora la piena, ora la voragine, ora il crollo, ora le buche e poi facendo sempre la conta dei danni. - sottolinea De Angeli - Serve avere una visione strategica e fare regia tra tutte le istituzioni al di là delle beghe politiche, dallo Stato al Campidoglio, dai municipi alle associazioni, i problemi sono di tutti e tutti abbiamo l'obbligo di rimboccarci le manichr e fare uscire roma da questa condizione entrando in una stagione di prevenzione e manutenzione ordinaria".

Il rischio oggi riguarda un territorio urbano di 1135 ettari, con zone che non sopportano neanche un acquazzone.

Anche le frane non sono da meno. L'espansione urbanistica, ricostruita da Carlo Ferranti, dirigente dell'Autorità di distretto idrografico dell'Italia Centrale, ha certamente avuto il suo effetto visto che, fino all'Unità d'Italia, nella Capitale vivevano 200mila persone ed in appena un secolo la sua popolazione è decuplicata (nel 62 erano 2 milioni). Un elenco di 155 opere ed interventi che servono a contrastare voragini, frane, alluvioni.

Nella porzione occidentale di Roma il municipio che conta più voragini è il XII seguito dall'XI (quartieri Portuense e Gianicolense).

La causa principale della formazione delle voragini a Roma "la presenza di numerose cavità sotterranee di origine antropica scavate dall'uomo a vario titolo ma principalmente per l'estrazione dei materiali da costruzione". "Già dal 2015, infatti, sono state avviate svariate iniziative, anche con la collaborazione di Università, Istituti e Agenzie nazionali, quali l'Ispra e l'Asi, per la mappatura dei fenomeni franosi che possono coinvolgere la rete stradale Anas e per lo studio della vulnerabilità idrogeologica delle opere d'arte della rete stradale Anas - dicono - Tra queste, un progetto pilota per l'esecuzione di attività di monitoraggio superficiale dei versanti prospicenti l'A19 con la tecnica sperimentale dell'Interferometria Differenziale da Sensori Satellitari (DInSAR)". Sono poi 28 le zone a rischio frana e ben 250.000 i cittadini che rischiano di finire alluvionati.

Tra le zone particolarmente a rischio: Collina Monte Mario, Viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina.

Per mettere 'a norma' la Capitale e ridurre lo stato di pericolo, Italiasicura, l'Autorità di distretto e la Regione Lazio hanno individuato e pianificato le opere necessarie, con un piano ad hoc ribattezzato 'Roma Sicura': un piano decennale per una cifra complessiva che sfonda il miliardo di euro, 104 milioni all'anno - di cui i fondi per il primo anno già disponibili tramite il Piano Città metropolitane di Italiasicura - per 10 anni, con un totale di 1.040 milioni di euro. "A questo valore vanno aggiunti almeno 15 milioni l'anno per gestire la manutenzione ordinaria e tenere in efficienza vie d'acqua come canali e fossi interni all'area urbana oggi in stato di grave degrado o addirittura 'tombati' da vegetazione spontanea e rifiuti, e 4 milioni l'anno per verifiche e interventi preventivi sulle voragini urbane". È stato quantificato anche l'investimento complessivo di oltre un miliardo per "garantire nell'arco di dieci anni l'impresa della prevenzione strutturale e della massima sicurezza possibile del rischio idrogeologico nell'area urbana".

"A fine maggio - annuncia Erasmo D'Angelis, responsabile della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico Italiasicura - faremo a Roma gli Stati Generali del Tevere, dalla Romagna a Fiumicino".