ArcelorMittal, anche Piombino tra i siti in vendita. Lussemburgo contro una cessione

13 Aprile, 2018, 23:38 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Ilva, Fiom: “Governo vuole farci firmare tagli ai salari”

ArcelorMittal ha annunciato che ha presentato un pacchetto di cessioni nell'ambito della revisione in corso da parte della Commissione europea per l'acquisizione dell'Ilva di Taranto. Per l'impianto di Piombino l'intenzione è quello di cederlo al gruppo Arvedi. Tra gli impianti ce n'è uno in Lussemburgo, a Dudelange dove il governo si è infuriato. "L'azienda ha chiesto garanzie sulla parte variabile, - spiega - noi siamo disposti a discuterne purché le condizioni dei lavoratori rimangano invariate". Il pacchetto di cessioni proposto, si legge in una nota, include i seguenti asset: Arcelormittal Piombino, l'unico impianto di acciaio galvanizzato della società in Italia; Arcelormittal Galati, Romania; Arcelormittal Skopje, Macedonia; Arcelormittal Ostrava, Repubblica Ceca; Arcelormittal Dudelange, Lussemburgo; linee di galvanizzazione 4 e 5 a Flemalle; linee di decapaggio a caldo, a freddo, laminazione a freddo e di banda stagnata a Tilleur, tutte a Liegi, in Belgio. Secondo il vicepremier del Lussemburgo, "obbligando ArcelorMittal a cedere siti produttivi in Europa la Commissione agisce contro gli interessi della politica industriale Ue poichè impedisce la nascita di un vero 'campione' della siderurgia europea in grado di competere sul mercato mondiale". Assente il ministro Carlo Calenda. La trattativa sull'Ilva, ha detto ieri la segretaria della Fiom Francesca Re DAvid al termine del tavolo di confronto, "non è in dirittura d'arrivo".

"Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito che, a fronte di una eventuale esigenza formale di discontinuità dei rapporti di lavoro, per la Fiom deve esserci comunque una continuità sostanziale, cioè il mantenimento per tutti i dipendenti delle condizioni normative e salariali in essere - riferisce il sindacato - In assenza di queste condizioni, un accordo non è possibile". Insomma i lavoratori resterebbero sotto l'ombrello dell'art.18 e non saranno soggetti al Jobs Act. "La parte fissa del contratto nazionale, l'anzianità di servizio, i livelli retributivi non varieranno" spiega Valerio d'Alo della Fim-Cisl. "La Commissione Europea dovrebbe raggiungere una decisione definitiva sul caso entro il 23 maggio 2018".

Il ministero ha riconvocato le parti per i prossimi 23 e 24 aprile.