Trump reagisce coi missili, Siria bombardata nella notte

14 Aprile, 2018, 11:21 | Autore: Rufina Vignone
  • Siria pioggia di missili su Damasco Trump dà il via libera

In particolare sarebbero stati colpiti: una struttura di ricerca a Damasco, un deposito di armi chimiche a ovest di Homs, un altro deposito di armi chimiche e un posto di comando nei pressi di Homs (Bbc).

Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna avrebbero utilizzato soprattutto missili da crociera, lanciati da unita' navali oppure da sommergili.

L'attacco è scattato verso le nove di sera di Washington, e ha coinvolto almeno una nave americana che ha sparato missili dal Mar Rosso, alcuni bombardieri B-1, quattro Tornado GR4 britannici e unità francesi. La Russia che non accetta la versione occidentale degli attacchi chimici anzi la definisce propaganda, minaccia ritorsioni. "Bisogna evitare azioni che possano provocare un'escalation e peggiorare le sofferenze della popolazione siriana", ha affermato il leader del Palazzo di vetro chiedendo unità ai Paesi del Consiglio di sicurezza.

Pochi minuti dopo le 3 ora di Damasco, la tv siriana e alcuni giornalisti accreditati in Siria hanno confermato che gli attacchi erano in corso, e che alcune esplosioni si sono sentite anche nei dintorni della capitale siriana. "Ho dato quindi ordine alle forze armate di intervenire questa notte nel quadro di un'operazione internazionale condotta in coalizione con gli Statio Uniti d'Amercia e la Gran Bretagna, diretta contro l'arsenale chimico clandestino del regime siriano". Con un comunicato diffuso dall' agenzia di stampa statale SANA, il regime ha aggiunto che gli attacchi puntano a ostacolare l' inchiesta dell' Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche a Duma.

Nonostante la pioggia di missili, non si ha notizia al momento di vittime civili.

L'Iran dovrebbe essere sottoposto a sanzioni paralizzanti, che puniscano il regime per avere aiutato Assad a commettere crimini contro l'umanità e taglino il flusso di denaro al dittatore siriano. E poi c'è anche la Russia, che promette conseguenze.

L'amministrazione Trump, in combutta con i fresconi franco-britannici, da tempo lavora per costruire l'ennesimo obiettivo fantoccio che, questa volta però, è strettamente legato alla Russia di Putin e dagli iraniani.

Mattis poco dopo ha chiarito che i raid si sono esauriti ieri sera, definendoli "un colpo isolato", a meno che Damasco non torni ad usare le armi chimiche.

La prima risposta di Mosca, stretta alleata di Damasco, è arrivata dopo l'annuncio della fine della prima ondata di raid e di bombardamenti: "Le azioni degli Usa e dei loro alleati non resteranno senza conseguenze", ha detto l'ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov.