Attacco in Siria, Putin: "Atto di aggressione". Khamenei: "Criminali"

16 Aprile, 2018, 09:39 | Autore: Menodora Allio
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"Usa, Francia e Gran Bretagna hanno agito avendo valutato questi fatti".

Trump subito dopo la conclusione dell'attacco è intervenuto diretta televisiva per annunciare l'intervento militare insistendo sulla necessità di agire contro i " crimini e la barbarie" perpetrati dal regime di Bashar al Assad. Vedremo nei prossimi giorni, quindi, se e quanto Teheran è stata costretta a concedere in cambio di un bombardamento poco più che "simbolico". Dichiaro fermamente che i presidenti degli Stati Uniti, di Francia e Gran Bretagna hanno commesso un grave crimine.

Dal canto suo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani ha precisato che, oltre a Barze, sono stati colpiti altri siti vicino a Damasco: il centro di ricerche di Jamraya, più volte preso di mira di recente da raid aerei attributi a Israele; depositi di armi della Guardia repubblicana siriana nell'aeroporto militare di Mezze; e altri depositi nella base di Kiswa, a sud-ovest di Damasco e verso il Golan controllato da Israele. Mosca lo ha capito, e nonostante la retorica infuocata, e la risoluzione inutilmente presentata al Consiglio di Sicurezza per condannare il raid del blocco occidentale, non ha preso vere misure di rappresaglia. L'azione "non è una vendetta, una punizione, una simbolica dimostrazione di forza".

Trump ha sciolto quindi le riserve e, a una settimana dall'attacco chimico alla città siriana di Duma, ha ordinato la rappresaglia in stretto coordinamento con Londra e Parigi. "Se la linea rossa (di attacchi chimici) sarà di nuovo oltrepassata, ci saranno altri raid, ma penso che la lezione sia stata compresa", ha agiunto.

Nessuno finora si è posto due domande improntate alla logica: perché l'ora ics dell'attacco non è stata rinviata a un minuto dopo l'ispezione degli inviati dell'Onu con il mandato di scoprire tracce di armi chimiche e perché Trump, la May e Macorn assicurano all'unanimità di non voler sovvertire il regime di Assad se lo ritengono responsabile dell'uso di gas nervino. Non si vuole infatti rovesciare il regime di Assad, ritenuto ancore un'ancora di salvezza contro gli jihadisti, ma solo inviargli un chiaro messaggio del tipo "non farlo più". Sono un uomo comune, indistinto nella folla di volti che attraversano la storia senza lasciare traccia; le mie azioni più importanti sono lavare i denti o legare i lacci delle scarpe, e se ci fossi io davanti a un documento da firmare o a un bottone rosso da premere, finirei probabilmente ad arrancare in preda ad un attacco di panico. Soltanto Russia, Cina e Bolivia hanno votato a favore durante la riunione di emergenza del consiglio al Palazzo di Vetro a New York, richiesta dalla Russia che ha sottolineato grande preoccupazione per l'aggressione contro lo stato sovrano siriano in violazione del diritto internazionale e della Carta dell'Onu ai quali ha fatto riferimento Antonio Guterres segretario nazionale delle Nazioni Unite in apertura del Consiglio di Sicurezza per un voto di coerenza. "Non è il momento dell'escalation, è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile". Qual è l'effetto, se c'è stato, sullo stock di armamenti chimici ancora presenti in Siria? Rammentiamo come le famose armi di distruzione di massa che giustificarono la distruzione dell'Iraq non sono mai state trovate. Haley ha parlato di una "campagna di disinformazione" della Russia: "Ma le foto dei bambini morti non sono fake news". "A un secolo dalla fine della prima guerra mondiale", ha però aggiunto, "non possiamo rassegnarci all'idea che le armi chimiche tornino ad essere utilizzate nei conflitti del nostro tempo", "sono proibite da tutte le leggi" e "le conseguenze sulle vittime di queste armi atroci sono inaccattabili, non sono degne della nostra civiltà".