Feci contro casa Cecile Kyenge: razzismo? No, non raccoglie bisogni del cane

16 Aprile, 2018, 13:28 | Autore: Menodora Allio
  • Modena, vandalismo sui muri di casa Kyenge

MODENA Un gesto vile, fatto di notte, che ha colpito l'europarlamentare del Pd, Cecile Kyenge.

Un episodio di odio ai danni dell'ex ministro ed europarlamentare del Pd, Cecile Kyenge: vandali si sono introdotti ieri nottenel suo giardino, e sono state imbrattate le pareti della sua abitazione a Modena.

Appresa la notizia si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà, ad iniziare dal sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli: 'Cécile - ha affermato Muzzarelli - è stata colpita per il suo impegno a favore dell'integrazione multiculturale, e le modalitá barbare e violente dell'atto vandalico, deturpando persino le pareti della sua abitazione, centro degli affetti, rendono il gesto particolarmente esecrabile e da condannare. Lo fa sapere il segretario Pd della stessa città emiliana, Davide Fava, che esprime solidarietà alla Kyenge e definisce il blitz "un gesto chiaramente intimidatorio nei confronti del lavoro di Cécile, e di disprezzo dei valori di integrazione e inclusione che, prima come ministro e ora come europarlamentare, continua a difendere con convinzione e capacità".

Kyenge, prosegue, "per il suo impegno e per la sua storia, è diventata un simbolo". Confermiamo la nostra fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura nell'auspicio che riescano al piu' presto, e senza indugio, a individuare e punire i responsabili di un atto cosi' vile e odioso'. Già in passato c'erano state discussioni per la presenza dei bisogni del cane e altri residenti di Gaggio si erano lamentati di fronte a questi gesti di scarsa educazione civica.

Voglio esprimere la mia personale solidarietà e quella di tutto il Partito Democratico dell'Emilia-Romagna a Cecile Kyenge vittima di un vergognoso attacco razzista.

Raggiunto dal quotidiano Il Resto del Carlino, il vicino di casa di #Cécile Kyenge, che per il momento non vuole svelare la sua identità, allontana da sé i sospetti che l'atto da lui compiuto possa avere una matrice razzista.