Processo trattativa Stato-mafia, la lettura della sentenza

20 Aprile, 2018, 17:40 | Autore: Menodora Allio
  • Processo trattativa Stato-mafia, la lettura della sentenza

Davanti ad una fitta folla di cronisti all'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo è arrivata la sentenza per il processo sulla trattativa. Sono arrivate condanne per gli ex vertici del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno; l'ex braccio destro di Silvio Berlusconi Marcello Dell'Utri; i boss mafiosi Bagarella e Cinà e Massimo Ciancimino, mentre l'ex ministro Nicola Mancino è stato assolto dall'accusa di falsa testimonianza.

L'ex ufficiale del Ros Giuseppe De Donno, per le stesse imputazioni, ha avuto 8 anni.

Mancino, originario di Montefalcione, che figurava tra gli 9 imputati, è stato assolto dalle accuse. Dodici anni anche per Marcello Dell'Utri.

Leoluca Bagarella è stato condannato a 28 anni di carcere. Proposti 6 anni di carcere per Mancino. Non doversi procedere per prescrizione per Giovanni Brusca; condanna a 5 anni per Ciancimino per calunnia e il non doversi procedere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, perche' prescritto. Il testimone, in strettissimo rapporti coi cortonesi di Riina, ha anche riferito di una sua conversazione con Nino Cinà, medico mafioso ritenuto tra i protagonisti della presunta trattativa: "gli dissi che era impensabile che a trattare e a condizionare la politica di contrasto alla mafia di un Paese potessero essere stati dei carabinieri, seppure alti in grado".

Questo articolo ha ricevuto commenti! E in quel periodo c'era un comprimario occulto, una intelligenza esterna - è la tesi sostenuta dall'accusa - che premeva per la linea della distensione. Se si fosse attuata la linea della fermezza, hanno argomentato i pm, "non ci sarebbe stato spazio per gli stragisti, i consiglieri del dialogo sarebbero stati individuati e assicurati alla giustizia e la strategia della paura debellata". Con il risultato che, "cedendo al ricatto, lo Stato si è messo nelle mani della mafia".