25 aprile, la bellezza della libertà e le sue ombre

26 Aprile, 2018, 03:57 | Autore: Menodora Allio
  • Lotta studentesca

I ricordi non devono morire, la memoria del passato deve rimanere viva: quanto accaduto ha formato e segnato la coscienza di chi ha vissuto di persona queste vicende, e la capacità di riscattarsi e recuperare la dignità con la lotta all'oppressione sono valori che vanno tramandati. "La Resistenza rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile nella vita democratica del Paese", ha detto il presidente di Montecitorio Roberto Fico: "È in questa pagina fondamentale della nostra storia che ogni cittadino italiano può infatti ritrovare le radici della Repubblica e della Carta costituzionale".

L'ondata revisionista che negli ultimi vent'anni ha investito la Festa della Liberazione e i fatti ad essa collegati ha sollevato non poche discussioni, contrapponendosi ad una monumentale retorica celebrativa della resistenza.

Se il 25 Aprile non avesse vinto la libertà oggi noi avremmo una folla di camicie nere avanti al Gemelli per pregare per la salute del camerata, ex Guf Napolitano, nel frattempo diventato gerarca e leader della corrente migliorista della Camera dei fasci e delle corporazioni che avrebbe operato con la camicia nera per cedere sovranità alla Germania. Ma appunto, si sfrutta per il piacere personale.

Ma non sono mancate le polemiche: "L'antifascismo non si processa". Nei racconti che fa a se stessa nella grotta incontriamo Micol, la prima amica vera, scomparsa dopo i rastrellamenti delle SS; Annina, la compagna di scuola; Francesco, il marito a cui Agnese non riesce a dare un figlio.

Il 25 aprile di 73 anni fa Uomini e Donne sacrificavano la propria vita per donarci la Libertà, la Democrazia e la Costituzione italiana. Ad aprire il corteo lo striscione di Firenze antifascista.

Questo 25 aprile è stato preceduto, nei giorni scorsi, dalla presentazione presso i Cantieri Culturali della Zisa di un Docufilm del regista Enzo Rizzo che ha rievocato la figura umana e politica di Pompeo Colajanni, il leggendario Comandante Barbato, dal nome di uno dei capi dei Fasci siciliani, il primo movimento organizzato per liberare i contadini siciliani dalla miseria e dalle ingiustizie. E di fronte alla crisi del sistema politico italiano e delle istituzioni, ricordiamo che la memoria ha i suoi diritti inalienabili, ma cambiamo atteggiamento. "La storia", insegna Friedrich Hegel, "quando la si dissoterra, salta fuori come un cane rabbioso", come la verità. Il programma delle cerimonie per il 73° anniversario della Liberazione dell'Italia 25 aprile 2018 si svolgerà a piazza Umberto I: ore 9 schieramento del reparto di formazione; ore 9.15 afflusso dei Labari, Stendardi e Gonfaloni e schieramento delle rappresentanze, arrivo delle Autorità; ore 9.30 arrivo del Prefetto, accompagnato dal Comandante della Capitaneria di Porto di Crotone e resa degli onori, alzabandiera, lettura dei messaggi, onore ai caduti e deposizione di una corona d'alloro, lettura della preghiera della Patria da parte del Cappellano della Polizia di Stato, rievocazione storica e testimonianze; ore 10 onori finali al prefetto.