Dall'Ue via libera all'acquisizione dell'Ilva, ma sotto condizione

07 Mag, 2018, 17:55 | Autore: Nazario Acquaviva
  • RIORDINO OSPEDALIERO ASSENTE EMILIANO CONFERENZA SINDACI VALUTA VIE LEGALI

L'ampio pacchetto di misure correttive include l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni tra cui gli impianti di ArcelorMittal di Piombino, oltre a Liegi (Belgio), Dudelange (Lussemburgo), Skopje (Macedonia), Ostrava (Repubblica ceca) e Galati (Romania).

Per la Fim Cisl l'unico tavolo negoziale aperto è quello presso il MiSE; l'unico che finora ha prodotto passi in avanti sul tema ambientale e che sta affrontando la questione occupazione e industriale.

La commissaria dell'Antirust Ue, ha evidenziato: "La vendita ad ArcelorMittal dell'Ilva, dovrebbe anche contribuire ad imprimere un'accelerazione agli urgenti interventi di risanamento ambientale della zona di Taranto e per questo è opportuno che tali essenziali interventi di bonifica proseguano senza indugi".

Per quanto riguarda i siti produttivi, il contratto prevede che gli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure e Ilvaform, Taranto Energia e Ilva Servizi Marittimi vengano ceduti dapprima in affitto: 180 milioni di euro il canone annuo, che dovrà essere scalato dal prezzo di acquisto complessivo, ovvero 1,8 miliardi (l'intesa Mittal-Ilva è strutturata in modalità affitto con conseguente acquisto degli impianti).

ArcelorMittal annuncia che ha ottenuto il via libera dalla Commissione Europea per l'acquisizione di Ilva Spa da parte di Am Investco Italy Srl.

La decisione odierna fa seguito ad un esame approfondito dell'operazione, che prevede l'acquisizione da parte di ArcelorMittal - il maggior produttore di prodotti piani in acciaio al carbonio d'Europa e del mondo - delle principali attività di Ilva, in particolare del polo siderurgico di Taranto, in Italia, che è il più grande impianto integrato di fabbricazione di prodotti piani in acciaio al carbonio d'Europa. Non sarebbe dunque prevista alcune chiusura degli impianti. Non è tutto. C'è per esempio una trattativa sindacale da riavviare, alla luce dei contenuti del contratto, riportati dal Secolo XIX, siglato lo scorso giugno in occasione dell'aggiudicazione della gara da parte di Am Investco, controllata all'85% da Arcelor. Su queste basi, la Commissione ha concluso che l'operazione proposta, così come è stata modificata dagli impegni, non desta più preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza e garantisce che sia salvaguardata la concorrenza sui mercati siderurgici europei, nell'interesse delle industrie manifatturiere europee e dei consumatori. In settimana partiranno una serie di assemblee di fabbrica per decidere le forme di mobilitazione ed è sempre più probabile uno sciopero generale. Questa la dura la presa di posizione del segretario regionale Fiom Bruno Manganaro che poi rincara la dose: "E' vergognoso che con la scusa della riservatezza il governo abbia tenuto nascosto tutto questo a noi e agli enti locali, ma ora emerge con certezza quel che già sapevamo e cioè che Mittal assumerà al massimo 10 mila lavoratori per poi arrivare a 8.500". L'accordo con i sindacati è ormai l'ultimo aspetto prima di chiudere definitivamente l'affare.