Polizze Vita, così cambieranno le regole

10 Mag, 2018, 09:15 | Autore: Rufina Vignone
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In futuro, con l'arrivo delle nuove norme, finirà la tradizionale suddivisione delle polizze vita in diversi rami (per esempio ramo I e ramo III) e la Consob vigilerà su tutti i contratti con finalità d'investimento, sia sulle polizze tradizionali del ramo I, sia su quelle del ramo III.

La segnalazione dell'eventuale inadeguatezza dell'operazione deve essere indirizzata al cliente-fiduciante, la cui omessa informativa al cliente comporta la risoluzione del contratto con l'assicurazione, con la restituzione del capitale versato e il relativo risarcimento dei danni. Oggi la replica dell'associazione di categoria.

In questo senso, la tesi volta a riqualificare le polizze linked come strumenti finanziari, non farebbe altro che anticipare, in via interpretativa, quanto poi disciplinato dal D.Lgs. n. 303/2006.

Il vizietto delle compagnie di assicurazioni di camuffare, spacciando per polizze vita, (la "polizza" è l'investimento che fa assumere alla compagnia l'assunzione del rischio di performance e la protezione del capitale), rischiosi prodotti finanziari di investimenti ordinari (Unit Linked), che non garantiscono la restituzione del capitale "investito", è stato scoperto e smontato dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 10333/2018 (pubblicata il 30 aprile 2018), a conferma di una pronuncia della Corte di Appello di Milano.

La sentenza di questa settimana ha messo in allarme il mondo assicurativo, un mercato in cui le polizze unit linked rappresentano il fiore all'occhiello.

Farina, ha quindi concluso che "da sempre, del resto, le normative italiana ed europea identificano come prodotti assicurativi sulla vita polizze con caratteristiche specifiche, indipendentemente dalla garanzia di restituzione del capitale. Le conseguenze della sentenza andranno valutate nel dettaglio ('Ania si è riservata di analizzarne le conseguenze), ma certamente nel breve l'attività commerciale subirà un rallentamento", spiega Giuseppe Mapelli, analista Equita del settore assicurativo. 6061, ha precisato che, al di là del "nomen iuris" attribuito alla singola tipologia contrattuale, occorre interpretare il contratto al fine di verificare se esso sia da identificare come polizza assicurativa sulla vita oppure come investimento in uno strumento finanziario.