Mano bionica, piega le dita come la vera

11 Mag, 2018, 03:22 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Arriva Hannes la mano robot

Il tutto utilizzando un singolo motore, con una batteria che copre una giornata intera di utilizzo. Hannes sarà disponibile a partire dal 2019 in due taglie e nella versione destra e sinistra, con un corredo di soluzioni cosmetiche e di rivestimenti indicati per uomini e donne. La mano robotica, che senza necessità di intervento chirurgico permetterà, di restituire alle persone con amputazione dell'arto gran parte della funzionalità perduta, è stata presentata ieri mattina a Roma. Il pollice, in particolare, è orientabile in tre diverse posizioni e rende possibili i tipi di prese necessarie nella vita di tutti i giorni: "pinch grasp", pollice e indice in opposizione, per manipolare oggetti di piccole dimensioni come una penna o un chiodo, "power grasp", una presa che consente di spostare oggetti di peso elevato, fino a circa 15 chilogrammi, e "lateral grip", per afferrare oggetti molto sottili come fogli o carte di credito. E ha anche una presa dinamica, nel senso che le dita agiscono per mantenere una presa stabile anche se l'oggetto si muove. Il sistema comprende, inoltre, un polso che può piegarsi in cinque posizioni e attuare la prono-supinazione attiva, permettendone il movimento rotatorio in entrambe le direzioni. Il punto di partenza è stato il robot umanoide iCub costruito nel 2010: "Una palestra per sviluppare componenti al servizio dell'uomo", le parole del direttore scientifico Roberto Cingolani. Poi siamo passati ad una mano di principio, perfetta ma non adatta per essere usata dalle persone e in 3-4 anni siamo arrivati al prodotto vero in grado di aiutare le persone a svolgere delle attivita' quotidiane.

Il sistema di controllo di 'Hannes' e' di tipo mioelettrico, sfrutta cioe' gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto, e implementa strategie basate su algoritmi di intelligenza artificiale. "I due sensori che ricevono e interpretano il segnale elettrico proveniente dal cervello, attivando il movimento desiderato del polso o della mano, sono infatti posizionati all'interno dell'invaso della protesi, la parte a contatto con l'arto residuo, risultando cosi' invisibili all'esterno e impercettibili dal paziente". "La sua peculiarita' risiede nella parte meccanica, che e' unica nel suo genere e conferisce alla mano poliarticolata versatilita' e naturalezza nel movimento, elementi che la caratterizzano insieme alla resistenza dei materiali e alla semplicita' d'uso".

Per garantire il massimo livello di personalizzazione, Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth "che consente di calibrare i parametri di funzionamento in base alle esigenze e alla caratteristiche di chi lo indossa". Insomma: "non c'è nulla sul mercato che ha queste capacità". L'uomo, 64 anni, di Sant'Agata Bolognese, era un metalmeccanico ed è stato costretto ad amputare la mano destra all'etù di 16 anni a causa di un incidente sul lavoro. Questi ha sottolineato, come riportato da Ansa, che: "Posso piegare le dita con la forza che voglio e cominciare a dimenticare di dover utilizzare sempre e comunque l'altra mano".