Leucemia scoperta in gravidanza: Marzia e il suo bimbo salvati senza chemio

12 Mag, 2018, 02:41 | Autore: Rufina Vignone
  • Leucemia scoperta in gravidanza: Marzia e il suo bimbo salvati senza chemio

"È un miracolo - dice la neo-mamma a Repubblica stringendo al petto il suo neonato - nessuno può immaginare quello che ho provato quando mi hanno detto che avevo la leucemia".

Marzia, accompagnata dal marito Emanuele, si rivolge al Pronto Soccorso dove viene ricoverata d'urgenza. Sergio Siragusa. È qui che, per salvare la mamma senza nuocere al bambino, un'equipe di esperti sottopone Marzia a una cura innovativa senza chemioterapia e senza il classico farmaco utilizzato in questi casi, il triossido di arsenico, altamente tossico per il feto. "Il Policlinico universitario si conferma sempre più come polo di eccellenza sanitaria e come punto di riferimento, non solo per la Sicilia, ma come è dimostrato dalla particolarità di diversi casi che negli ultimi tempi sono stati curati in maniera eccezionale ed innovativa, anche a livello nazionale".

Il suo caso approda all'Unità di Ematologia con trapianto all'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Palermo diretta dal prof. Per fortuna la donna ha risposto bene alla terapia, così il 23 aprile scorso è nato Andrea.

"Oggi condividiamo con la cittadinanza un evento eccezionale, motivo di grande soddisfazione e di orgoglio di appartenenza per tutta la nostra comunità - ha commentato Fabrizio De Nicola, Commissario del Policlinico - Uno straordinario lavoro di squadra che ha coinvolto un nucleo interdisciplinare di professionisti di grande qualità cui va il mio personale ringraziamento". La diagnosi arriva come un fulmine a ciel sereno: Marzia, incinta di 23 settimane, ha la leucemia promielocitica acuta.

"La paziente è andata avanti con coraggio e determinazione", racconta Renato Venezia, docente di Ginecologia. La gravidanza è proseguita senza complicanze ostetriche fino alla 35,4 settimana quando si è deciso di procedere al taglio cesareo in quanto era già stata raggiunta un maturità fetale soddisfacente.

È la prima volta che accade in Italia. La situazione era particolarmente critica a causa della frequenti emorragie encefaliche dovute alla coagulopatia. In definitiva - hanno spiegato i medici - abbiamo applicato un protocollo di monoterapia chemo-free. "Fortunatamente la paziente ha risposto veramente bene al trattamento, con progressiva normalizzazione dei parametri e risoluzione delle complicanze", hanno spiegato i medici in conferenza stampa. "Non solo, ma la paziente è andata in remissione molecolare". "Adesso verificheremo con metodo scientifico quest'osservazione che incrocia la ricerca clinica e valorizza un prodotto che sta suscitando interesse scientifico in tutto il mondo e in particolare nell'ambito delle malattie metaboliche e della tricologia".