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Giro d'Italia: comanda Yates, crollano Froome e Aru

14 Mag, 2018, 19:04 | Autore: Ave Pintor
  • Giro d'Italia, Yates domina il Gran Sasso, Aru e Froome illustri sconfitti

Gran Sasso d'Italia (Campo Imperatore), 13 maggio 2018 - La Maglia Rosa Simon Yates (Mitchelton - Scott) ha vinto la nona tappa del centunesimo Giro d'Italia, Pesco Sannita-Gran Sasso d'Italia (Campo Imperatore) di 225 km.

Nessuno negli ultimi chilometri della frazione è riuscito a tenere il passo del 25enne britannico, dimostratosi intrattabile. "Il 25enne leader della corsa non solo ha controllato i rivali, ma ha addirittura conquistato la tappa (e i 10" di abbuono) davanti a Pinot, Chaves e Pozzovivo, consolidando la testa della classifica.

Che inizio - Al di là della prestazione di giornata, è evidente che meglio di così non poteva fare Yates finora: "È stato un grande inizio di Giro - ha detto al Processo alla Tappa -, ma c'è ancora tanta strada da fare".

In Classifica Generale Simon Yates rafforza la leadership. Vero, sacrosanto. Ma è anche vero che una corsa a tappe come il Giro d'Italia non aspetta nessuno, e accumulare troppo ritardo dalla maglia rosa nei primi giorni può diventare un fardello troppo pesante per sperare in una rimonta. "Tom Dumoulin a 38", 4.

Sul Gran Sasso, dove ha trionfato Yates, a tre chilometri dall'arrivo il sardo ha mollato, perdendo terreno non solo dai primissimi della classe, ma anche da alcuni "gregari", per quanto di spessore: "alla fine 1'14" di distacco, abbuono escluso. "5° Domenico Pozzovivo a 45" mentre sono fuori dalla top ten Chris Froome (11° a 2'27") e Fabio Aru (15° a 2 " 36). Non ci dovrebbero essere preoccupazione per la maglia rosa di Yates. Inizialmente il più attivo è stato Giulio Ciccone, che è stato ripreso ai -1.7km, e poi è arrivata la stilettata di Lopez, che però si è staccato nel prosieguo della salita: il colombiano non è nuovo a questi exploit al contrario, ma il suo attacco ha avuto l'effetto di spompare Froome e Aru, che si sono staccati irrimediabilmente dagli altri big e sono andati alla deriva. Domani si riparte con la Penne-Gualdo Tadino di 239 km, la più lunga del giro che si presenta come adatta alle fughe. Negli ultimi 2000 metri infatti la pendenza media si fa meno arcigna, anche se proprio in questo tratto i corridori troveranno un muro, lungo poche centinaia di metri, al 18%. Ma non si cade per sfortuna, o perlomeno non soltanto: sicuramente il keniano bianco non è sereno per le ben note vicende che esulano dal contesto della gara, vedremo se con l'avvicinarsi delle salite più attese saprà riscattarsi.