I taxi volanti di Uber saranno realtà entro il 2023

14 Mag, 2018, 09:49 | Autore: Rufina Vignone
  • Auto volante o eVTOL? Tecnologia di Uber con U.S. Army e NASA per i taxi del futuro

Uber, inoltre, non si occuperà in prima persona della produzione di questi velivoli ed è per questo che ha stretto accordi con importanti aziende del settore.

Non è una novità che i grandi colossi multinazionali abbiamo sempre gli occhi puntati verso il futuro, investendo ingenti somme di denaro in ricerca e sviluppo, al fine di mantenere o estendere le posizioni di forza che si sono conquistati. Queste tre città saranno le prime a offrire i voli di UberAIR, con l'obiettivo di operare voli dimostrativi a partire dal 2020 e iniziare le operazioni commerciali nel 2023. Sandstone Properties ad esempio si occuperà di progettare e realizzare i punti di atterraggio e decollo nelle due città, i cosiddetti Skyport, mentre l'esercito degli Stati Uniti contribuirà allo sviluppo dei motori elettrici, particolarmente silenziosi.

Dallo scorso anno controllata di Boeing, Aurora Flight Sciences è specializzata in sistemi di aviazione autonomi. In base all'intesa - che si chiama Space Act Agreement - l'azienda tech fornira' all'agenzia americana i dati e i dettagli dei suoi progetti per un servizio di taxi aereo, che verranno usati dagli scienziati per simulare dei voli su Dallas-Fort Worth.

I primi test delle auto volanti sono gia' stati effettuati a Dallas, Los Angeles e Dubai.

Anche Pipistrel Aircraft, con sede in Slovenia, ha sfruttato l'occasione dell'evento Elevate per rinnovarsi come "Pipistrel Vertical Solutions". I governi interessati - è stato sottolineato durante la conferenza - possono dunque visitare il portale di Uber per ulteriori informazioni e contattare il team di Uber Elevate entro il 1° luglio 2018.

Il consiglio umile che ci sentiamo di dare a Uber è di concentrarsi, per ora ai veicoli senza pilota, che evidentemente necessitano ancora di molta sperimentazione, dato il numero di incidenti che hanno causato, e lo facciano senza la fretta che contraddistingue la schizofrenia del mondo globalizzato, perché altrimenti difficilmente troveranno clienti disposti a farsi accompagnare in cielo da un mezzo che si guida da solo.

Come sottolinea il Financial Times, anche se la tecnologia si sta dimostrando pronta, molto altro rimane incerto, dai modelli di business e ai regolamenti per stabilire se gli abitanti delle città tollereranno uno sciame di nuovi aerei nei loro cieli.

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