Addio raffreddore comune, scoperte molecole che bloccano gli strarnuti

15 Mag, 2018, 16:20 | Autore: Rufina Vignone
  • Raffreddore addio, forse

Lo studio, condotto dai ricercatori del National Heart&Lung Institute, dell'Imperial College di Londra (tra loro anche l'italiano Roberto Solari) è andato a studiare le performance dell' IMP-1088, un duplice inibitore delle N-miristoil-transferasi umane NMT1 e NMT2. "Attualmente non esistono trattamenti contro il virus del raffreddore e questa è la prima molecola capace di contrastarlo", ha aggiunto. "Dopo i test sulle cellule, la prossima tappa - ha proseguito - sarà la sperimentazione su modelli animali".

In passato altri studi hanno cercato di trovare una soluzione contro il raffreddore ma si sono concentrati sui virus e non sulle cellule umane. "Il modo in cui funziona il farmaco - conclude Tate - implica che dovremo essere sicuri che venga usato contro il virus del raffreddore, e non per condizioni simili con cause diverse, per minimizzare le possibilità di effetti collaterali".

Ma vista la sua capacità di replicarsi rapidamente, il bacillo del raffreddore diventerebbe subito resistente, sviluppando delle difese per contrastare l'attacco delle medicine. Infatti occorre bloccare la proteina con la nuova molecola per fermare il virus. In questo periodo per l'arrivo dei pollini primaverili è più comune il raffreddore allergico che di sicuro crea problemi perché porta a irritazioni con lacrimazione acuta e continui starnuti. Per questi motivi la maggior parte dei rimedi contro il raffreddore si basa sul trattamento dei sintomi dell'infezione - naso che cola, mal di gola e febbre - piuttosto che sulla lotta al virus stesso.

Una delle peculiarità del microbo è l'incapacità di vivere in maniera autonoma. I virus del raffreddore si modificano di continuo perché sono considerati "intelligenti" quindi non è possibile nemmeno sviluppare un vaccino.

Fin dai primi test condotti dal prof. Un team di ricercatori inglese però ha scoperto una molecola che è efficace contro il raffreddore ma anche contro la poliomielite e l'afta epizootica, malattie considerate "correlate". Diverso è il caso dei pazienti che soffrono di asma, enfisema, bronchite o fibrosi cistica. E, dal momento che tutti i ceppi hanno bisogno di questa stessa proteina umana per creare nuove copie di se stessi, la molecola potrebbe essere un jolly, cioè dovrebbe essere efficace contro tutti e, anzi, agire anche contro altri virus della stessa famiglia del raffreddore (come, per esempio, bocca-mani-piedi).

Se e quando i test di efficacia e sicurezza saranno completati, l'obiettivo è quello di somministrare il farmaco attraverso uno spray da inalare.