Andrea Damante al Festival di Cannes

17 Mag, 2018, 00:19 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Recensione The Harvesters

La sezione Un Certain Regard propone sempre delle sorprese e delle opere prime originali: uno dei film rivelazione della selezione 2018 è senza dubbio l'opera prima del ventiseienne regista Lukas Dhont (non si può non fare un paragone con un altro énfant prodige, Xavier Dolan), che costruisce un film profondo, intimista e dal valore sociale al tempo stesso, raccontando la storia di Lara, un'adolescente transgender che studia per diventare ballerina professionista, 'costretta' in un corpo di ragazzo dai lineamenti delicati ed angelici. Applausi per il suo nuovo lungometraggio "Ash is the Purest White", il cui centro nevralgico è rappresentato dalla sua protagonista, Qiao, l'attrice Zhao Tao, conosciuta anche in Italia per aver lavorato con Andrea Segre nel ruolo principale di "Io sono Li". Ha attirato molta attenzione il modo in cui l'attrice guardò la sua collega della giuria, l'attrice Cate Blanchett, alcuni hanno visto ammirazione per Cate e altri hanno persino visto tanto del desiderio. Il lavoro di osservazione delle emozioni e dei corpi, passando per la fatica, l'impegno, il sudore, il sangue, i muscoli, non sono facili da dimenticare, al pari dell'interpretazione straordinaria del giovanissimo Victor Polster, 15 anni appena al momento delle riprese e alla sua prima esperienza attoriale. I fischi non si fanno attendere. Immaginate le star mentre provano i costosi abiti e si chiedono fino a che punto possono osare... Christopher Nolan si racconta in un'affollatissima masterclass.

Il livello dei film è buono, dall'Italia è arrivato un tocco poetico grazie a Alice Rohrwacher, con il suo Lazzaro Felice, poi c'è Dogman, di Matteo Garrone, niente male. E così, nascosto dietro la sua finzione comica, il film è in realtà un invito molto serio a tornare a tempi più semplici, non intaccati dai meccanismi che hanno macchiato il nostro umanesimo originale.