Flat tax e sterilizzazione Iva: la riforma fiscale di Giovanni Tria

05 Giugno, 2018, 09:24 | Autore: Nazario Acquaviva

Con la flat tax, queste differenti soglie verrebbero uniformate, e a tutti i contribuenti verrebbe applicata la medesima aliquota fiscale.

Un parziale "stop" che scatena le critiche dell'opposizione. Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali. E a ridurla - dal 27,5% al 24% - è stato il governo Renzi.

Cavallo di battaglia della Lega, la flat tax (letteralmente "tassa piatta") è un sistema fiscale che applica la stessa tassazione, in termini di aliquota, a tutti i contribuenti, indipendentemente dal loro reddito. Coi sottosegretari, vice ministri e, probabilmente, nuovi dirigenti (al Tesoro, al posto del direttore generale Vincenzo La Via, già vacante, si parla di Dario Scannapieco, oggi alla Bei). E in moltissime famiglie italiane c'è una ragazza o un ragazzo che combatte fra mille ostacoli che deprimono la sua intraprendenza.

Il secondo scaglione Irpef è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. "La Flat Tax sarà realtà per le persone fisiche, per le società di persone e per le partite Iva già a partire dal prossimo anno con le modalità che saranno illustrate a tempo debito con la presentazione dei provvedimenti legislativi necessari e che comprenderanno anche le norme per la realizzazione della 'pace fiscale'", prosegue il senatore leghista. "La misura è sostenibile, costa circa 250 milioni di euro annui interamente coperti con tagli di sprechi e spese improduttive".

Non è ancora chiaro, invece, se la riduzione delle imposte dirette per imprese e famiglie sarà finanziato lasciando che scattino gli aumenti dell'Iva, come evocato dal neo ministro dell'Economia Giovanni Tria: in tal caso sarebbe lecito aspettarsi effetti depressivi sui consumi. Sul fronte delle uscite, occorre annoverare anzitutto il superamento della legge Fornero: secondo Alberto Brambilla, già sottosegretario al Lavoro con Roberto Maroni tra il 2001 e il 2005, quando guidò il Nucleo di valutazioni sulle pensioni, la "quota 100" prevista dal contrattro di governo tra Lega e M5S si può effettivamente realizzare basandosi sui soli 5 miliardi di euro previsti dal contratto stesso, contro i 20 miliardi stimati all'Inps, purché la sua applicazione venga consentita solo a partire da 64 anni di età anagrafica (e dunque almeno 36 anni di contributi). "Il discorso dell'aumento dell'Iva è assolutamente fuori discussione - ha detto il parlamentare del Carroccio - e quell'ipotesi si riferisce ad un articolo che il professor Tria scrisse prima di entrare a far parte della squadra di governo". "Poi per le famiglie cominceremo già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla".

Nelle ore successive a contraddire quanto svelato da Bagnai è stato il collega di partito Armando Siri: "Non è vero dal prossimo anno la Flat Tax entrerà in vigore solo per le imprese, ci sarà anche per le famiglie".