Migranti, card. Montenegro: aspettiamo decisioni di Salvini ma non "mettiamoli fuori"

05 Giugno, 2018, 14:44 | Autore: Menodora Allio

"Per adesso siamo in attesa di cosa il ministro intende fare" ha spiegato il cardinale ai microfoni Radio Vaticana: "Adesso che Salvini siede dietro una scrivania e dovrà fare scelte, credo che solo dopo queste scelte, non soltanto sulle sue promesse o sui desideri, si possono dare giudizi". Il problema sollevato è che le frasi del ministro dell'Interno "non riflettono la cooperazione tra i due paesi nel campo della gestione dell'immigrazione e indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani".

In visita all'hotspot per migranti di Pozzallo, in Sicilia, Salvini aveva detto a proposito della Tunisia: "mi sembra un paese libero, democratico, dove non ci sono guerre, epidemie, carestie e pestilenze, che non sta esportando dei gentiluomini, che mi sembra che spesso e volentieri esporti dei galeotti".

Nell'incontro con l'ambasciatore italiano a Tunisi, "il nostro Paese ha ribadito la sua volontà di continuare con il nuovo governo italiano sulla via del consolidamento dei rapporti di fraternità e di collaborazione strategica in vigore tra i due paesi", prosegue la nota del ministero tunisino, postata su Facebook.

Il vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, intanto, fa sapere che da parte sua c'è "la più ferma disponibilità a incontrare nel più breve tempo possibile il mio omologo tunisino per aumentare e migliorare la cooperazione nel reciproco interesse sul fronte sicurezza, immigrazione e contrasto al terrorismo".

Poi sulla flar tax "vale quello che c'è scritto sul contratto, ma il primo intervento sarà la pace fiscale, con la chiusura delle liti tra italiani ed Equitalia".

"Non arrivo al ministero dell'Interno con la clava a cambiare tutto - aggiunge -". "Sono pronto a prendere un aereo subito dopo il voto di fiducia" ha aggiunto. Sull'immigrazione c'è tanto da fare: ci sono accordi di riammissione con alcuni Paesi, con altri non ce ne sono, alcuni invece non li rispettano. "Lo status di rifugiato viene concesso a 6 immigrati su 100, lo dicono le statistiche", ha concluso.

E, su Twitter: "Occorre buonsenso".