Renzi parla in aula, le espressioni di Di Maio, Salvini e Conte

05 Giugno, 2018, 23:48 | Autore: Nazario Acquaviva

La rispetteremo fuori da questa aula quando porterà i nostri colori al G7, a Bruxelles, quando prenderà la parola all'Onu. "La nostra opposizione non occuperà i banchi del governo o della presidenza come nella scorsa legislatura, non insulterà mai sui social i ministri, non griderà mai 'mafia, mafià in Europa contro il governo, dando fiato ai pregiudizi contro di noi". Del resto, anche l'ex capo del governo francese, il socialista Manuel Valls, lo aveva profetizzato alla vigilia delle elezioni del 4 marzo: "Renzi avrebbe dovuto fondare un suo movimento, in stile Macron, abbandonando il Pd?", gli domandava Repubblica, "Sì, ho fatto lo stesso errore", aveva ammesso Valls, anch'egli ridotto al ruolo di semplice parlamentare e ormai considerato vecchia promessa del sistema politico francese, "la socialdemocrazia, e i partiti che l'hanno incarnata, appartengono al passato".

"Lei può dimostrare chiaramente che una parte del racconto della scorsa legislatura era falso". "Non so se è il governo del cambiamento". E continua: "Il nostro No è motivato dal fatto che è un contratto scritto con l'inchiostro simpatico, è garantito da un assegno a vuoto". Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII Legislatura si chiamava inciucio oggi si chiama contratto; quello che nella XVII Legislatura si chiamava partitocrazia oggi si chiama democrazia parlamentare, quello che nella XVII Legislatura si chiamava condono oggi si chiama pace fiscale, quello che nella XVII Legislatura si chiamava un uomo che tradisce il proprio mandato oggi si chiama cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi. "Io di cuore vi auguro in bocca al lupo, non vi faremo sconti ma saremo sempre dalla vostra parte quando difenderete gli interessi del Paese", conclude l'ex segretario del Pd.

Matteo Renzi ha deciso di fare un passo indietro dalla politica attiva. La flat tax se fatta sul serio costa 60 miliardi. Non so se cambierete il Paese.

"A Salvini voglio parlare da padre a padre: ora rappresenti il Paese - ha concluso -, non possiamo permetterci di creare polemiche". Ma nessuno può negarle la legittimità. Parli da padre sapendo che i figli ci ascoltano. "Voglio che risuoni il nome di Mor e Modou uccisi da un italiano razzista a Firenze quando ero sindaco, in risposta a chi ha detto che 'la pacchia è finita'". "Detto questo se Renzi vuol girare per il mondo liberissimo di farlo, ma ci attendiamo che, con coerenza, presenti immediate dimissioni dal Senato, perché è inaccettabile che Renzi faccia il turista con lo stipendio pagato dai contribuenti italiani". Circa i diritti civili, l'ex premier replica alle considerazioni odierne di Conte: "Lei ha detto che i diritti sono venuti meno: non è così".