Flat Tax, prima le aziende? È già polemica

06 Giugno, 2018, 09:04 | Autore: Nazario Acquaviva

Che a Radio Cusano Campus ha spiegato come possa risultare logico applicare la flat tax prima alle imprese, perché "è un lavoro che si può fare in qualche mese". "Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires - argomenta Marattin - e a ridurla dal 27,5% al 24% è stato il governo Renzi". Più articolata la posizione della vicepresidente della Camera Mara Carfagna: "Il dibattito sulla flat tax - se sia meglio partire dalle imprese o dalle famiglie - trascura una delle più dolorose emergenze, ovvero la precarietà e l'iniquo carico fiscale a danno dei giovani che cercano coraggiosamente di farsi strada con micro-imprese o imprese personali, ovvero centinaia di migliaia di giovani free-lance, professionisti, lavoratori atipici e precari. Si deve partire con degli step: il sistema è diverso perché la Flat Tax per le imprese c'è già e noi la estendiamo anche a società di persone, partita iva, etc. Si tratta di una riforma storica, perché viene trasferito a 5 milioni di operatori quello che oggi è solo per 800mila imprese".

Ma a criticare Bagnani sono anche gli ex "alleati" di Forza Italia: "Sono chiacchiere che già disattendono il loro contratto e certamente disattendono il programma del centrodestra".

Differisce quindi dai sistemi di tassazione progressiva, che differenziano le aliquote a seconda dei redditi dei contribuenti. Resta da capire se con la nuova flat tax resteranno le deduzioni e detrazioni oppure solo quelle relative ai mutui per la prima casa e agli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica, in quest'ultimo caso spalmati in 10 anni.

Siri: risposta di Bagnai è stata strumentalizzata La risposta sulla flat tax del professor Bagnai - ha chiarito oggi Siri - è stata strumentalizzata.

Ma il suo collega di partito Armando Siri lo ha corretto, spiegando che la novità riguarderà anche le famiglie fin dall'anno prossimo, e che nel 2020 "tutto sarà a regime". Un'ipotesi che si era fatta strada dopo la nomina a ministro dell'Economia di Giovanni Tria, non ostile in passato a questo scenario.

Per quanto riguarda le famiglie, invece, Siri ha annunciato che si comincerà "già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla".

Bagnai ha inoltre escluso che la riduzione venga finanziata con un incremento delle imposte indirette: "Per noi il discorso dell'aumento dell'Iva è assolutamente fuori discussione", ha affermato. Si prevede dunque un inizio parziale per le famiglie e una procedura di completamento che duri un anno?

Per fare un esempio, con una flat tax al 30 per cento, chi guadagna 100mila euro l'anno ne verserebbe 30mila alle casse dello Stato, mentre chi ne guadagna 30mila ne verserebbe 9mila.