Palermo, il miracolo di Cecchinato, batte Djokovic a Parigi

06 Giugno, 2018, 05:31 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Cecchinato variazioni sul tema palla corta e lob per beffare Goffin

Venerdì contro l'austriaco Thiem, il più maturo dei Next Gen sulla terra, Cecchinato proverà a spingere la sua notte un po' più in là, ma negli annali di questo torneo e della storia minima del tennis italiano rimarrà nei secoli il capolavoro con Djokovic, non più mostruoso come nell'anno di grazia 2015 ma pur sempre Djokovic.

6-6 e tie break anche nel quarto set vinto da CECCHINATO 12-10. Ma Cecchinato è straordinario e porta a casa con un rovescio lungolinea il match point! Gioia pura targata Marco Cecchinato che al termine del suo storico match contro l'ex n.1 Novak Djokovic racconta la sua impresa. Nole concede una palla break a Cecchinato, che spreca andando a rete dopo uno scambio lungo 19 colpi. Aggressivo da fondocampo, con un rovescio a una mano a tratti chirurgico che più volte ha costretto all'angolo il tennista serbo.

Non è finita, però, perché un errore velenosissimo vale il 7-7. Di certo non per lui, che qualche ora dopo l'impresa è ancora frastornato quando risponde alle domande della nostra Dalila Setti. A questo punto è una questione di nervi, quando siamo a tre ore e 25 minuti di gioco: Nole si costruisce il terzo punto del set, ma subito dopo sbaglia in modo pazzesco a campo aperto e si va sul 9-9. Nel 1976 il cammino di Panatta a Parigi diventa d'oro: annulla un match point al primo turno al ceco Pavel Hutka con una volée in tuffo, poi supera Kuki, Hrebec, Franulovic, Borg, Dibbs e infine batte Harold Solomon in finale: 6-1 6-4 4-6 7-6 lo score che incorona l'Adriano nazionale. E allora contro il campione del 2016, contro Novak al loro primo confronto ufficiale, il pronostico lo vede partire sfavorito ma non battuto. In quell'edizione, nascosto in un angolo del tabellone, c'era il semisconosciuto Guga Kuerten, brasiliano numero 66 del ranking mondiale, appena 6 posizioni più su della classifica con la quale Cecchinato (numero 72) si è presentato all'ombra della Tour Eiffel.

Dopo una sfida che ha regalato emozioni senza fine il tennis azzurro ha conquiistato la semifinale.

Ha finito stremato e in lacrime singhiozzante ha stretto la mano a quel mostro sacro di Djokovic che ha capito e forse si è rivisto in questo sfacciato ragazzone e lo ha abbracciato con affetto in un ideale passaggio di consegne. Ho iniziato a crederci, sono stato perfetto tranne che nel terzo set.