Renzi a Salvini: basta clima incendiario, rappresenti l'Italia

06 Giugno, 2018, 10:27 | Autore: Nazario Acquaviva
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"La nostra opposizione non occuperà i banchi del governo o della presidenza come nella scorsa legislatura, non insulterà mai sui social i ministri, non griderà mai 'mafia, mafia' in Europa contro il governo, dando fiato ai pregiudizi contro di noi".

L'intervento è anche un'occasione in cui l'ex presidente del Consiglio contesta il linguaggio che è stato radicalmente modificato a seconda delle opportunità politiche del momento: "Lei è un premier non eletto, potrei dire un collega. Noi non vi faremo sconti". Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII Legislatura si chiamava inciucio oggi si chiama contratto; quello che nella XVII Legislatura si chiamava partitocrazia oggi si chiama democrazia parlamentare, quello che nella XVII Legislatura si chiamava condono oggi si chiama pace fiscale, quello che nella XVII Legislatura si chiamava un uomo che tradisce il proprio mandato oggi si chiama cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi. Poi parla anche del contratto M5s-Lega e della flat tax: "Il contratto è scritto con l'inchiostro simpatico e garantito da un assegno a vuoto". Una decisione che arriva un po' in ritardo, se si considera che l'ex segretario del Pd aveva già annunciato di lasciare la politica attiva in caso di insuccesso nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. "Detto questo se Renzi vuol girare per il mondo liberissimo di farlo, ma ci attendiamo che, con coerenza, presenti immediate dimissioni dal Senato, perché è inaccettabile che Renzi faccia il turista con lo stipendio pagato dai contribuenti italiani".

Nel suo discorso, non è mancato il riferimento a Matteo Salvini, leader della Lega: "Voglio parlare da padre a padre: ora rappresenta il Paese, non possiamo permetterci di creare polemiche". Ci dia una mano, guida l'ordine pubblico ed è responsabile della sicurezza di tutti noi. "Voglio che risuoni il nome di Mor e Modou uccisi da un italiano razzista a Firenze quando ero sindaco, in risposta a chi ha detto che 'la pacchia è finita'". Qualcuno di voi ha assunto parenti, qualcuno ha usato la prescrizione, qualcuno è stato protagonista di intercettazioni antipatiche, qualcuno ha avuto problemi con il fisco.

"Nessuno però le sta negando la legittimità come avvenne nella XVII Legislatura, perché non c'è alcun motivo per negarle la legittimità". Sulla giustizia avete una idea totalmente diversa da noi: siamo per il garantismo, non per il giustizialismo. Abbiamo un'altra visione sui diritti.

"Noi faremo il nostro dovere di opposizione, e inizieremo già la settimana prossima convocando la ministra della Difesa al Copasir per una cosa che ella sa bene", ha detto.