Uffizi: una nuova sala per Michelangelo e Raffaello

06 Giugno, 2018, 22:00 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Opere di Raffaello e Michelangelo agli Uffizi di Firenze

Agli Uffizi le opere di Raffaello - ha sottolineato Schmidt - erano relegate ed intristite in una sala di passaggio, al primo piano, del tutto fuori contesto dopo Bronzino e Pontormo.

Il celebre Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti al centro di una enorme parete "oblò", messo in compagnia di un'altra superstar dell'arte, la Madonna del Cardellino di Raffaello: sono i protagonisti della nuova sala dedicata ai due grandi artisti al secondo piano degli Uffizi. Non è tutto, se da un lato i ritratti dei coniugi Doni affiancano il grande tondo di Michelangelo riannodando i fili del nesso storico, dall'altra una testa detta di "Alessandro morente" dell'arte pergamena sembra guardare dall'altro lato il maestoso dipinto, oltre a numerosi altri dipinti di Raffaello, un "San Giovanni Battista", i ritratti di Guidobaldo da Montefeltro e di Elisabetta Gonzaga, insieme ad alcune opere di Fra Bartolomeo a cui si ispirò Raffaello durante il suo soggiorno fiorentino, "La visione di San Bernardo", un dipinto che raffigura "Porzia" e il tabernacolo del Pugliese con sul recto l'Adorazione del Bambino e la Presentazione al Tempio e al verso Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata. Per questo motivo entra in scena una terza personalità che grazie al confronto con Raffaello riguadagna la propria voce da solista: "Fra Bartolommeo (1473-1517), domenicano di San Marco e strettissimo amico del Sanzio, col quale dall'arrivo di quest'ultimo in città nel 1504 si instaura uno scambio intenso e ricco di conseguenze, che il visitatore infatti ora potrà ripercorre attraverso i quadri esposti". Un capitolo di suprema ritrattistica rinascimentale, e un brano cruciale di storia, raccontati in pochi metri quadrati. Qui, il Tondo Doni è il primo a figurare. Per questo privilegio ritrovato, Palazzo Pitti ne risulta risarcito di molti capolavori, e di importanti restituzioni tra i quali anche la "Natività" del grande manierista Francesco Salviati, che era stata trasferita agli Uffizi negli anni Cinquanta del Novecento.

A supportare l'intero progetto, inoltre, ci sono le associazioni Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi Galleries.

Per quanto riguarda le scelte tecniche adottate per la nuova sala di Michelangelo, il curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi, l'architetto Antonio Godoli - responsabile del progetto insieme all'architetto Nicola Santini - spiega che "i dipinti principali sono allestiti all'interno di teche vetrate che consentono di osservarli a distanza ravvicinata".

Il nuovo allestimento è introdotto da una lectio magistralis di Antonio Paolucci, già Soprintendente ai Beni Artistici e Storici, e Ministro per i Beni culturali e ambientali, e Direttore dei Musei Vaticani.