Migranti, Salvini: "Quanto accaduto in Lussemburgo è una vittoria per noi"

07 Giugno, 2018, 17:12 | Autore: Menodora Allio
  • Migranti, Magi:

Saltata la rimodulazione o riforma, che dir si voglia, dei tanto odiati "Patti di Dublino". Non si sono espressi Estonia, Polonia e Gran Bretagna.

Matteo Salvini ha definito il vertice di Lussemburgo "una vittoria per noi". Si legge su Ansa. Quello che l'Italia considera un buon compromesso per cambiare il Regolamento di Dublino non lo sarà per l'Ungheria, e viceversa.

Il regolamento di Dublino venne firmato nella capitale irlandese il 15 giugno 1990 da Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito che cominciarono a metterlo in atto nel settembre 1997. "Significa che non è vero che non si può incidere sulle politiche europee". Sono: Italia, Spagna, Austria, Romania, Ungheria, Slovenia e Slovacchia. Gli altri 18, pur non soddisfatti, lasciano la porta aperta al negoziato. Si apprende da fonti a Lussemburgo.

All'uscita del consiglio, il segretario di Stato belga responsabile delle Migrazioni, Theo Francken, ha poi tirato le somme: "La riforma del regolamento di Dublino è morta".

"Non c'è base sufficiente per proseguire la discussione". Diversi Paesi hanno espresso reticenze importanti. "Per fermare l'immigrazione clandestina serve un piano Marshall per l'Africa e un accordo con la Libia e i Paesi di transito come quello fatto con la Turchia". Più difficile capire come verrà superato.

Se la fotografia del fenomeno frodi e irregolarità varie commesse a danno dell'Unione è davvero fedele, o anche solo somigliante, alla realtà delle cose, allora c'è da mettere seriamente in dubbio la possibilità che i fondi europei riescano a rappresentare quell'occasione di sviluppo per il nostro Paese che sarebbe tanto necessaria.

E l'Austria che da Luglio avrà la presidenza di turno attraverso il ministro dell'Interno, esponente dell'ultradestra Kickl, annuncia che presenterà una rivoluzione sulle politiche d'asilo.

Bruxelles e Berlino, infatti, spingono per chiudere prima che il dossier finisca nelle mani della presidenza austriaca 'hardliner' sui migranti e che non ha quindi nessun interesse ad avanzare. Il pacchetto riprende a grandi linee l'iniziativa del 2015 che ha creato un meccanismo provvisorio di ricollocamento, criticato da alcuni stati membri. E che preferiscono quindi lo status quo, in cui questi restano un problema del Paese in cui sbarcano. C'è un clima politico più duro.

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani ha chiesto che anche l'Italia contribuisca a "gettare un ponte" tra le istituzioni europee in nome di uno "spirito di cooperazione che consenta una riforma pragmatica" del sistema d'asilo. A Pasqua intesa su Dublino ma non so quale anno - "Per Pasqua avremo un compromesso" sulla riforma del regolamento di Dublino "ma non so ancora in quale anno".

Intanto oggi è previsto il vertice dei ministri degli Interni Ue sull'accoglienza dei migranti. Per l'Italia, il paese di primo approdo, è troppo elevata la soglia di sbarchi superata la quale scatterebbe la ripartizione dei migranti. Una formula che non convince quasi nessuno. Oggi il regolamento prevede l'assegnazione al Paese di primo arrivo. Secondo la direttiva sugli "sfollati" questi dovrebbero essere liberi di circolare per l'Ue per sei mesi (rinnovabili per altri sei).