Flat tax, Salvini: "Giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse"

08 Giugno, 2018, 15:55 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio

E poi il vicepremier ha concluso: "Non siamo in grado di moltiplicare pane e pesci: non era nel contratto di governo". Man mano che si scende da chi guadagna di più a chi guadagna di meno, i risparmi diminuiscono fino quasi a scomparire.

Anche se Salvini non ha mai pronunciato queste parole, preferendo una formula più vaga, non c'è dubbio che la proposta del governo - se sarà realizzata come è stata descritta - finirà per favorire molto più chi guadagna di più. Bisogna fare un po' di conti per sapere se la flat tax a due aliquote, che effettivamente favorirà redditi più elevati, sarà davvero positiva anche per gli altri facendo da traino alla crescita con la disponibilità extra per investimenti e aumento dei consumi (non è detto però che chi ha pagato meno in tasse investa e non decida invece di risparmiare come è successo per gli 80 euro renziani).

Con la flat tax, queste differenti soglie verrebbero uniformate, e a tutti i contribuenti verrebbe applicata la medesima aliquota fiscale. E soprattutto, ha funzionato?

In entrambi i casi, è prevista una "no tax area".

Per comparare il sistema attuale e la dual tax bisogna tener conto di una grande novità: il passaggio dall'imponibile singolo a quello familiare. I redditi separati sarebbero tassati al 15% e il totale delle tasse sarebbe 12mila.

Gli esempi sono molti.

Per le famiglie con due redditi e un figlio i risparmi rispetto al sistema attuale inizierebbero invece sopra i 40.000 euro, con un aggravio fiscale inferiore dell'1,6% rispetto al sistema in vigore. A una donna non converrebbe lavorare con una tassazione costruita in questo mondo. Se dovessero scattare le clausole di salvaguardia, a partire dal primo gennaio 2019, l'aliquota ordinaria passerebbe dal 22 al 24,2% mentre quella ridotta salirebbe dal 10 all'11,5%. Qui le tasse sarebbero a 30mila euro. Nei progetti della Lega c'è infatti un nuovo sistema di detrazioni che manda i soffitta la giungla di sconti fiscali, a cominciare da quelli sostanziosi per lavoro dipendente e prole a carico, e che verranno sostituiti da una detrazione secca di 3mila euro per ogni componente il nucleo familiare per redditi fino a 50mila euro. Marxianamente, che la Flat tax piaccia i ricchi si spiega perfettamente perché sulla carta dovrebbe innescre un meccanismo virtuoso nel rapporto tra produzione e consumo. Se il minore introito per lo Stato porterà a tagli di servizi, non saranno soldi che la classe media dovrà spendere per sopperire a quanto prima arrivava, per esempio, dal welfare?