Inscenarono funerale Marchionne Cassazione conferma licenziamento E un operaio si dà fuoco

08 Giugno, 2018, 23:44 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Fca di Pomigliano: la Cassazione annulla il reintegro di 5 operai

E allora lui va sotto casa del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio e si getta della benzina addosso minacciando di darsi fuoco: tutto finisce al meglio, ovvero con le forze dell'ordine che lo fermano in tempo prima di compiere l'estremo atto finale, ma la vicenda a più riprese stupisce per i diversi "gradi" di assurdità.

Dopo il reintegro per due anni gli operai sono stati tenuti fuori dall'azienda, benché a salario pieno: "una vita in vacanza" forzata, appunto, come cantato dai ragazzi della band, che gli operai sono andati a ringraziare. Assieme a Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore, Mignano aveva inscenato con un manichino il suicidio di Marchionne davanti al polo logistico di Nola con tute macchiate di sangue, distribuendo un finto "testamento" dell'amministratore delegato.

Inscena il funerale di Marchionne durante una manifestazione di protesta contro licenziamento Fiat a Pomigliano d'Arco; la Corte d'Appello lo reintegra ma la Cassazione oggi conferma la scelta iniziale dell'azienda. Le principali sigle sindacali si erano dissociate. La sentenza della Corte di Appello, però, aveva ribaltato il risultato, disponendo il reintegro dei cinque dipendenti. La Cassazione ha infatti accolto il ricorso dell'azienda ritenendo oltrepassati "i limiti della dialettica sindacale".

La sezione lavoro della Cassazione ricorda che la libertà dell'attività sindacale non può travalicare i limiti del cosiddetto "minimo etico". E ravvisando un errore di diritto nella decisione d'appello, ha deciso nel merito la causa confermando i licenziamenti.